Il Tirreno

Pisa

Bonus bebè, una botta da 4mila euro

Lucia Maffei
Sono le famiglie con bambini di sei anni ad essere coinvolte nel caso dei bonus
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Sono le famiglie con bambini di sei anni ad essere coinvolte nel caso dei bonus

Chiesta a decine di famiglie la restituzione della somma

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 PISA. «Abbiamo già 12 segnalazioni di casi sul territorio pisano, un numero considerevole per i nostri standard». A parlare è Pino Staffa, presidente dell'associazione di consumatori Baby-Consumers, e le 12 segnalazioni riguardano una raccomandata inviata dalle Ragionerie territoriali dello Stato, cioè dal ministero dell'Economia, che a fine giugno ha colpito come un fulmine a ciel sereno circa 8mila famiglie italiane. La richiesta? 4.000 euro.  Il rischio? Una denuncia a carattere penale. Il motivo? La "Contestazione di indebita riscossione del bonus bebè", come recita l'oggetto della lettera. Per capire cosa è successo bisogna risalire al 2006, quando la manovra finanziaria del governo Berlusconi assegnava 1.000 euro di bonus bebè a tutti i bambini nati nel 2005. Per ottenere il bonus i genitori dovevano produrre un'autocertificazione che attestasse che non percepivano più di 50mila euro annui. Netti o lordi? Questo è il problema.  Molte famiglie hanno pensato che il "reddito complessivo" in oggetto fosse quello netto e dunque hanno creduto in buona fede di aver diritto ai 1.000 euro. Così la lettera arrivata in questi giorni è stata un'autentica doccia fredda. Madri e padri si sono visti accusare di aver prodotto "un'autocertificazione mendace" e di aver commesso il reato penale di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.  «Si intima - è la richiesta contenuta nella lettera - la restituzione del bonus di 1.000 euro e il pagamento della sanzione amministrativa di 3.000 euro che dovrà essere effettuato solo dopo che il giudice penale si sarà pronunciato in merito alla punibilità della falsa autocertificazione». La punizione per un'eventuale errata interpretazione ammonterebbe dunque a 4003,62 euro (considerate le spese di bollo postale). Una cifra che molte famiglie possono non reperire facilmente da un giorno all'altro.  «Le 12 segnalazioni - racconta Staffa - arrivano da una famiglia di Calci, una di San Giuliano, una di Vecchiano e le altre del centro città. Tutte hanno ricevuto la lettera che li accusa di aver prodotto un'autocertificazione mendace. Il fenomeno è preoccupante, perché se 12 persone si rivolgono all'associazione è lecito pensare che i nuclei coinvolti nel territorio siano a decine».  Ma cosa si può fare per chi si trova coinvolto suo malgrado? «Con i nostri legali stiamo cercando di capire se alle domande fatte nel 2006 si può applicare la prescrizione. In caso contrario vedremo come si comporterà il governo, e speriamo in un dietrofront». Anche alla Federconsumatori nei giorni scorsi è arrivata la telefonata di una mamma preoccupata per la questione. «Al momento non abbiamo pratiche aperte che riguardano i bonus bebè - precisa Paolo Redini della Federconsumatori - Ma probabilmente ne avremo a breve. Anche noi esamineremo le singole contestazioni valutando la possibilità della prescrizione».

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