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Mutui, rate e prestiti sale di 400 euro al mese il debito delle famiglie
Francesco Loi
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Più debiti e cala il potere dacquisto 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il mutuo per la casa. I prestiti per l'acquisto di cellulari, elettrodomestici e altri beni mobili. I finanziamenti, le rate. E così, euro dopo euro, firma dopo firma, il debito medio per le famiglie sta aumentando senza sosta. Nella provincia di Pisa è più che raddoppiato nel giro degli ultimi otto anni, prendendo a riferimento l'introduzione dell'euro. E solo tra il 2009 e il 2010, la famiglia pisana media ha visto la sua esposizione debitoria salire di ben 4.588 euro. Vuol dire che ogni mese l'impegno cresce di quasi 400 euro. Un ritmo decisamente superiore al dato nazionale che, in media, si ferma a 3.268 euro. Uno studio in questo senso è stato realizzato dalla Cgia di Mestre, che ha analizzato l'indebitamento delle famiglie consumatrici italiane al 31 dicembre 2010. «Gli effetti della crisi - è la prima considerazione fatta dagli autori dell'indagine - si fanno sentire proprio sui bilanci delle famiglie». A livello provinciale, le difficoltà maggiori risultano a carico dei nuclei familiari di Roma (quasi 28mila euro), seguite da quelli di Lodi e Milano. Spicca, su scala nazionale, il quarto posto di Prato, con circa 26mila euro (il livello più alto tra tutte le province della Toscana). Pisa è ventesima, con quasi 22mila euro, per la precisione 21.828. Ma sono più indebitate le famiglie ricche o quelle povere? Per i curatori dello studio, l'incidenza maggiore del debito sul reddito si ritrova nei nuclei con possibilità economiche medio-basse. «Premesso che le province più indebitate sono anche quelle che presentano i valori di reddito più elevati - aggiungono - è evidente che in queste realtà vi sono molte famiglie appartenenti alle fasce più deboli. E che i nuclei del meridione, numericamente più cospicui, vanno incontro a difficoltà maggiori». La situazione non sembra avere prospettive rapide di miglioramento. «Non dimentichiamo - prosegue l'ente degli artigiani mestrini - che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Con la contrazione dei prestiti effettuati dalle banche in questi ultimi anni, l'impressione è che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell'usura si diffonda sempre più e non soltanto nel Mezzogiorno». Le famiglie pisane, a leggere questo studio, hanno un quadro debitorio superiore di 2.600 euro rispetto alla media nazionale. Un dato che le colloca, oltre che al ventesimo posto in Italia, al quarto in Toscana: una situazione più pesante è sostenuta nelle province di Prato, Siena e Firenze. E' comunque l'intera regione ad essere nelle posizioni di testa della graduatoria: su dieci province, ne troviamo ben quattro nelle prime venti; sei nelle prime trenta; e nove nelle prime cinquanta, al giro di boa della classifica. Solo Massa Carrara si stacca verso il fondo. Situazione non troppo differente nelle province confinanti di Lucca e Livorno.
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