Sicurezza
Annega davanti al fratello
Candida Virgone
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I soccorritori del giovane albanese sulla spiaggia di Tirrenia Muore a 22 anni mentre fa il bagno con gli amici
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TIRRENIA. Hanno tentato di rianimarlo per più di mezz'ora, ma è stato inutile. È morto ieri pomeriggio a Tirrenia, a 22 anni, annegando mentre faceva il bagno con il fratello ed altri quattro amici, in un mare tranquillo e apparentenente senza pericoli. Per un povero ragazzo albanese non c'è stato niente da fare. E quella che doveva essere una bella gita domenicale si è trasformata in una tragedia. È successo ieri pomeriggio sulla spiaggia libera di Tirrenia, fra il bagno Oasi e il Cosmopolitan Beach. L'ultima giovane vittima del mare si chiamava Oltjan Lika e viveva con la famiglia a Santa Croce. Col fratello e gli amici ieri mattina era partito dalla zona del cuoio per la vicina costa. Erano le quattro del pomeriggio quando i ragazzi, pare non molto esperti del nuoto, sono entrati in acqua e si sono messi a giocare fra loro. Ad un tratto il fratello non ha più visto Oltjan, lo ha cercato, ha chiesto agli amici, ma sembrava che fosse svanito nel nulla. A quel punto il ragazzo, terrorizzato, è uscito dal mare ed è andato verso il Cosmopolitan Beach, a chiedere aiuto. I bagnini si sono subito tuffati, ma del giovane non c'era traccia. A quel punto si è deciso di organizzare una sorta di catena umana: decine di bagnanti e i bagnini dei due stabilimenti vicini alla spiaggia libera si sono tuffati scandagliando il fondo a piedi. Una iniziatva che è stata fruttuosa, ma che purtoppo non è bastata a salvare la vita al ragazzo straniero: il corpo giaceva a metà fra i due stabilimenti, a cinquanta metri circa dalla riva. È stato recuperato e portato a riva. Il medico della Pubblica Assistenza del litorale ha tentato per più di mezz'ora di rianimarlo. Purtroppo vanamente. Sul posto intanto erano intervenuti diversi soccorsi: c'era la capitaneria di porto con tre mezzi, i vigili del fuoco, la Croce rossa, la Palp, carabinieri, polizia. Ai soccorritori a quel punto non è rimasto altro da fare che attendere il nulla osta del magistrato per rimuovere la salma, composta poco dopo all'Istituto di medicina legale dell'Università, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta della procura, diretta dal sostituto Giovanni Maddaleni: più che altro un atto dovuto, perché la dinamica dell'accaduto appare abbastanza chiara. Sconosciuti ancora i motivi della morte: potrebbe essere stata imperizia nel nuoto, perché il mare era una tavola, ma anche un malessere. Non si esclude che il ragazzo possa aver mangiato qualcosa e poi, tuffandosi accaldato, sia stato colto da una congestione. Sarà l'autopsia a sciogliere questi dubbi sull'ennesima terribile tragedia del mare. Una tragedia che si è consumata sotto gli occhi di centinaia di bagnanti, spettatori loro malgrado della scomparsa di un ragazzo che si era appena affacciato alla vita.
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