Sicurezza
«Troppo giovane per la pensione troppo vecchio per il lavoro mangio grazie alla Caritas»
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L’operaio senegalese Abdou DiawAppello di un operaio senegalese: ho lavorato in Italia 24 anni ora sono disoccupato ma non riesco a tornare in patria
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PISA. Troppo vecchio per essere assunto, troppo giovane per andare in pensione, dopo 24 anni ininterrotti di lavoro in Italia, incensurato e al momento senza occupazione. «Non trovo neanche uno straccio di lavoro al nero». È la storia di Abdou Diaw, senegalese, 56 anni compiuti a febbraio, ma solo per l'anagrafe, perché a guardarlo non ne dimostra neanche 40. Una piccola grande storia di immigrazione e di esistenze difficili legate alla crisi. «Non so che fare - aggiunge l'operaio senegalese - mangio con i buoni estivi della Caritas per i panini e ho il solito permesso di due settimane per passare la notte al dormitorio. Ma dopo che farò? Allora, dopo quasi un quarto di secolo passato in Italia (sono qui dal 1987), ho deciso di tornare a casa: in Senegal ho tre figli, due ragazzi e un ragazzo, e mia moglie, che ho mantenuto in tutti questi anni. E così ho letto un dépliant: "ritornare per ricominciare", un progetto del ministero degli Interni cofinanziato dall'Unione europea. Ti danno il biglietto e un po' di soldi per rientrare alla base. Ma a me non spetta, non ne ho diritto, mi hanno detto, perché non è rivolto alle carte di soggirono a lunga durata come la mia». «Così - aggiunge l'operaio - dopo una vita passata a lavorare in Italia, senza mai prendere neanche uan multa per una infrazione stradale, stando nelle regole, lavorando a testa bassa come un mulo, nell'edilizia, nelle concerie, come metalmeccanico (ho fatto di tutto), non ho diritto ad un aiuto. Forse se avessi commesso qualche reato mi butterebbero fuori volentieri. La pensione? Devo aspettare, ed è giusto così, i 65 anni come tutti gli italiani. Ma intanto vorrei continuare a lavorare. Niente, per me nessuno ha un posto. Sono stato al Nord, a Brescia, a Ventimiglia, a San Remo, ma tutti mi ripetono la stessa cosa: a 55 anni sono troppo vecchio per essere assunto. Sono stato addirittura in Francia, dove mi hanno detto: se hai i documenti italiani, qui, che vuoi? Avrei accettato qualsiasi lavoro al nero, ma non l'ambulante abusivo, come mi hanno offerto. Per due motivi. Primo, se ti fermano ti denunciano e ti fanno anche una multa, e io non ho soldi per pagare e poi mi sporco la fedina penale pulita. Secondo, se riesci a scappare devi lasciare la merce a terra e ci rimetti anche quei soldi che hai investito, e io già ne ho talmente pochi... Accetto qualsiasi cosa, anche a dieci euro al giorno, purché possa continuare a mantenere la mia famiglia in Senegal con decoro come ho fatto fino ad ora. Sono prestante e so fare di tutto: prego chi ha bisogno di darmi una mano, anche con contratti temporanei, purché mi diano la possibilità di attraversare l'inverno al coperto e di raggranellare uno stipendio anche minimo». Abdou è simpatico e intelligemte, nom dimostra affatto gli anni che ha e può davvero ricominciare bene. Noi giriamo la sua richiesta a qualche imprenditore che ha bisogno di braccia volenterose. Il cellulare di Abdou Diaw, oggi iscritto nelle liste di mobilità, è 334-8579332: potete chiamare lui o il nostro giornale.
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