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FESTA DEL PESCE
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G.C.
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PISA. Massimiliano Giaconi, patron della sagra del pesce annullata, non si dà per vinto e rilancia: «Ho depositato in una Camera di commercio, che non è quella di Pisa, la nuova ragione sociale "Sagra", che sta per "Somministrazione alimentare gastronomica regionale autogestita". Se adesso organizzo una "Sagra", non possono dirmi più niente». Da settembre, infatti, Giaconi intende sfruttare appieno lo spazio del Cep preso in concessione per tre anni dai salesiani: «Era in degrado. Noi abbiamo investito in un progetto di riqualificazione e intendiamo realizzare un circolo per eventi enogastronomici». Dal suo punto di vista questa volta sarebbe inattaccabile. Per quanto riguarda le norme igienico sanitarie, Giaconi parla di quattro container con destinazione d'uso alimentare e linea spogliatoio chiusa e separata. Poi il terreno è privato e l'ingresso del circolo sarebbe riservato ai soci. Insomma «nonostante tutto l'accanimento di questi anni contro di me, da settembre non potranno dirmi più nulla». E se da un lato rivendica di «essere un privato e quindi di cercare il profitto», nel contempo Giaconi insiste sul valore «sociale» della sua futura attività. Una delle prime iniziative sarà una festa irlandese: «Mica vengono da lassù con tutta la cucina! Gliela diamo noi e non chiediamo un euro in cambio. Tanto ci rientrano con i soci che frequenteranno le nostre serate di taglio nazionale e internazionale». L'inventore di "Sagra" risponde anche alle contestazioni secondo cui non farebbe l'interesse del territorio: «Questa gente non dorme in tenda, ma va in albergo. E se fa la festa della birra, non mangia birra, ma prodotti toscani. Creiamo un indotto». E prima o poi tornerà anche la sagra del pesce, quella festa organizzata dalla sua associazione, Palmerino Country Sound, che nel 2009 si è svolta a Marina e contro la quale Confcommercio e Confesercenti mossero rilievi sulle misure igieniche e sui vantaggi che andavano solo al privato, non al litorale. L'anno scorso la festa si è spostata al Palacongressi, sede che non sarebbe stato lecito usare per queste finalità secondo le associazioni categoria.
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