Il Tirreno

Pisa

«Macché sagre, sono ristoranti»

Gianluca Campanella
In tanti a cena sotto il tendone di una sagra (foto di repertorio)
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In tanti a cena sotto il tendone di una sagra (foto di repertorio)

Commercianti all'attacco. Il Comune: presto un regolamento

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PISA. Non è vera estate senza le sagre e, soprattutto, senza polemiche sulle sagre. È di venerdì la notizia che Massimiliano Giaconi ha annullato la festa del pesce da lui organizzata, dopo aver saputo che la Confcommercio aveva chiesto all'assessore al commercio Giuseppe Forte «una verifica approfondita» sulla manifestazione.  Ma sia l'associazione di categoria che la "cugina" Confesercenti vanno oltre il singolo episodio e chiedono un regolamento comunale per frenare un fenomeno che secondo loro sta superando la sua natura originaria.  Il direttore di Confcommercio, Federico Pieragnoli, accusa le sagre di essere «ristoranti camuffati che non rispettano il codice del commercio e fanno concorrenza sleale». La prova sarebbe il calo del 22,3% nel fatturato degli operatori regolari. Pieragnoli ricorda che la sagra dovrebbe utilizzare «in modo esclusivo i prodotti tipici locali; invece gli astuti ristoratori low cost, aggirando la legge ed eludendo il fisco, somministrano surgelati provenienti da ogni parte del globo».  Invece il direttore di Confesercenti, Marco Sbrana, esegue una distinzione: «Da un lato quelle associazioni sportive o culturali, compresi i partiti politici, che utilizzano queste manifestazioni per sovvenzionarsi; ciò è comprensibile. Dall'altro i soggetti singoli che si inventano associazioni solo per far cassa e utilizzano le sagre quale attività primaria di imprenditoria». Secondo Sbrana questi fenomeni «non valorizzano il territorio, anzi arrecano un danno all'economia locale se diventano ripetitive; inoltre fiere e feste devono essere fatte da persone che rappresentano un prodotto tipico o una realtà».  L'assessore al commercio Giuseppe Forte risponde sia sul tema specifico che su quello più ampio. Con una premessa: Forte ricorda che nel 2010 la sagra del pesce "incriminata" è durata «quasi cinquanta giorni, invece la manifestazione di quest'anno si sarebbe svolta in un periodo limitato». Inoltre, al netto delle varie feste di partito, «a Pisa non c'è una proliferazione di sagre, mentre in tutti i comuni vicini se ne contano decine».  Quindi Forte ricorda che l'associazione Palmerino di Giaconi «ha presentato tutte le domande e le autocertificazioni previste, che sono state accettate dagli uffici». Insomma, sembra tutto in regola «e non spetta a me il compito di accertare e verificare»; ma non si sottrae «al mio ruolo politico: stiamo cercando di creare uno strumento per dare una risposta, un regolamento comunale sulle sagre. Sono certo che a settembre si arriverà a una condivisione» tra tutte le parti.  I punti che stanno più a cuore per Confesercenti e Confcommercio sono una programmazione da concertare con le tutte associazioni entro l'inizio di ogni anno; tempi e durata di fiere e sagre ben definiti; infine, che che lo spazio per i prodotti enogastronomici venduti non superi una percentuale del totale.

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