Il Tirreno

Pisa

Anche Marco Filippeschi protesta contro la direttiva comunitaria Bolkestein

Il sindaco dalla parte dei balneari «L'asta delle spiagge ci danneggia»

Francesco Loi
L’assessore Serfogli e il sindaco Filippeschi in spiaggia
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L’assessore Serfogli e il sindaco Filippeschi in spiaggia

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TIRRENIA. "Tutti insieme per dire sì alla deroga e salvare il turismo balneare". Lo striscione è fissato sulla spiaggia, alla linea di confine tra il Bagno Corallo e il Bagno Tirrenia. Il maxi-tuffo c'è stato. Politici, balneari, fornitori, clienti, turisti: tutti in acqua contro la direttiva europea (Bolkestein) che, dal 2015, vuole mettere all'asta le concessioni demaniali.  Si rischia una rivoluzione. E soprattutto di mettere in ginocchio imprese, spesso a conduzione familiare, che da anni, se non decenni, guidano gli stabilimenti balneari del litorale pisano.  A spiegare motivazioni, preoccupazioni e prese di posizione alla base della protesta il sindaco Marco Filippeschi, non in costume, mentre dopo la conferenza stampa si sono lanciati in acqua l'assessore comunale Andrea Serfogli, l'assessore provinciale Salvatore Sanzo, il direttore della Confesercenti Marco Sbrana, il presidente della Fiba Sergio Sighieri, il direttore della Confcommercio Federico Pieragnoli e Fabrizio Fontani per il Sib.  «Sono molto contento di questa rilevante partecipazione», ha detto Filippeschi, e in effetti in serata è giunta anche la nota degli organizzatori per dire che nei bagni della Versilia e in quelli pisani si erano superate le aspettative dei 100mila.  «Le regole europee in questo caso danneggiano la nostra economia - ha proseguito il sindaco -. Ci sono proposte di legge per correggere la direttiva comunitaria da parte di diversi gruppi politici. Noi pensiamo si debba aver fiducia nell'impresa locale, fatta, per i balneari, di piccole-medie aziende. E' nostra intenzione lavorare per la riqualificazione del litorale e sono allo studio provvedimenti per dare a queste imprese qualche garanzia».  Di questi provvedimenti allo studio parla l'assessore Serfogli: «Il nostro sostegno all'iniziativa è stato totale. La direttiva europea non è corretta verso questi stabilimenti che hanno una tipicità tutta italiana e che sono un elemento importante per l'economia turistica del litorale pisano». Gli stabilmenti, prosegue, «sono inseriti nel Parco e abbiamo sottoscritto un protocollo per riqualificare ed investire: molti interventi sono in corso e pochi sono stati completati. La direttiva frena gli investimenti. Siamo preoccupati, temiamo che l'assegnazione all'asta colpisca anni di lavoro».  Serfogli sottolinea anche che «buona parte degli stabilimenti insistono su area comunale e non solo del demanio. Stiamo lavorando ad un progetto perchè le aree vengano garantite alle imprese e, in attesa dell'esito dell'azione del governo, attraverso un certo meccanismo vengano date certezze sulle prospettive». Un altro rilievo dell'assessore contro la Bolkestein: «Sul nostro litorale ci sono 92 aziende, quindi esiste già una pluralità che garantisce concorrenza: per questo la categoria deve essere esclusa dai provvedimenti della direttiva, almeno per le aree vecchie».  In alcuni bagni ieri è stata anche avviata una raccolta di firme. «Questa non è la politica delle parole - è il commento di Fontani - ma sono atti concreti di impegno, di vicinanza e collaborazione. Speriamo che le istituzioni nazionali seguano l'esempio della nostra Provincia e del nostro Comune».

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