Finanza
L’idea è del sindaco Filippeschi che vuole un marchio della città
Copyright sulla croce pisana
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La Torre pendente e la croce pisana2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Un marchio di Pisa, i cui diritti d'immagine siano tutelati con copyright e portino un po' di soldi alle casse comunali. E' l'idea del Comune, deciso a mettere a punto un logo in applicazione di un decreto del 2010 che consente anche alle amministrazioni (Stato, Regione, Province e Comuni) la realizzazione di un marchio da sfruttare «a fini commerciali, compreso quello effettuato mediante la concessione di licenze o per attività di merchandising». Nel mondo già lo fanno città a forte attrazione turistica come Amsterdam, Bruxelles e Barcellona e un'iniziativa simile è già presente anche in Toscana dove il Comune di San Quirico d'Orcia (Siena) ha approvato un regolamento che di fatto istituisce il copyright. «Nessuna aspettativa di miracoli sulle nostre finanze - sottolinea il sindaco Marco Filippeschi - perché guadagni facili non esistono. Però vogliamo provarci e può essere un segnale di rinnovamento, una strategia di marketing che alla lunga darà risultati». Certo, non sarà il Comune a mettersi a fare concorrenza sul mercato dei souvenir, ma il marchio cittadino, sottolinea il sindaco, «almeno in città come Pisa, che hanno monumenti che sono icone dell'Italia e patrimonio dell'umanità, un simbolo comunale, come la nostra croce pisana, può essere un logo, un segno distintivo di una certa forza e può essere un beneficio per tutti». «Non certo - conclude Filippeschi - per lucrare in esclusiva sui diritti d'immagine, ma per partecipare con un profilo alto e insieme ad altre iniziative della nostra comunità alla valorizzazione turistica e culturale della città».
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