Il Tirreno

Pisa

Approdi sul Serchio, in 164 restano fuori

Daniele Benvenuti
La zona in cui verranno realizzati gli approdi
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La zona in cui verranno realizzati gli approdi

La graduatoria pubblicata a settembre: 284 domande per 120 posti

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VECCHIANO. 284 domande per 120 posti. Si è chiuso con questi numeri il bando realizzato dal Comune di Vecchiano per assegnare ai privati gli approdi lungo i 400 metri di sponda del Serchio a ridosso della foce. Approdi utilizzati dai vecchianesi, ma anche dai sangiulianesi, per raggiungere in barca la penisola dei Gabbiani, tanto che il bando era aperto ai residenti dei due comuni (80 posti per i vecchianesi e 40 per i cittadini termali). A settembre la graduatoria sarà pubblicata, ovviamente lasciando fuori oltre la metà dei richiedenti.  D'altra parte nel corso degli anni la situazione era sfuggita al controllo, e nell'area erano state realizzate baracche e recinizioni tutte abusive. Da qui la decisione di mettere delle regole. Nel progetto, realizzato dal Comune di Vecchiano, sono previsti, appunto, 60 approdi di dimensione definite e non derogabili; ogni approdo potrà contenere due barche. Tra i parametri che sono stati presi in considerazione per la graduatoria, ad esempio, quello di possedere una barca in linea con le direttive del Parco (sulla potenza del motore); in caso di più soggetti alla pari, si procederà ad un sorteggio.  La regolamentazione è stata frutto della volontà della Provincia, titolare dell'area in quanto competente in materia di demanio idrico, per evitare rischi di speculazione, adottando al contrario una pianificazione che ha privilegiato soluzioni di basso impatto. In tal senso ha prima delegato le due amministrazioni municipali coinvolte a redigere l'accordo di programma, sulla base del quale potranno avvenire le specifiche assegnazioni. La zona in oggetto (circa 1.560 metri quadri d'estensione) potrà essere soggetta, quindi, a interventi di ripristino e recupero ambientale; e, appunto, ad autorizzazioni per l'attribuzione di posti barca.  Il Comune di Vecchiano. anche dopo l'assegnazione, rimarrà responsabile dell'area e dovrà quindi conservarne la funzionalità e la cura, ad esempio provvedendo al taglio della vegetazione e alla potatura (o all'eventuale taglio) degli alberi; nonché, sotto il profilo della sicurezza, alla vigilanza sull'argine.

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