Gioco
L'attore Buscemi recita i versi di Dante alla festa del Pd a Coltano
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Gina Giani (Sat) tra i premiati e alcuni momenti della festa 2 MINUTI DI LETTURA
COLTANO. Andrea Buscemi - l'attore pisano reduce dal debutto ne "Il mercante di Venezia" di Shakespeare da lui messo in scena al festival 11Lune a Peccioli in tandem con Eva Robin's - propone all'interno della villa medicea un viaggio nella poesia accompagnato dall'attrice Martina Benedetti e dal musicista Dino Mancino. Dopo aver portato lo scorso anno Pinocchio nella stessa cornice della Festa del Pd, stavolta Buscemi dà appuntamento al pubblico per un breve e intenso volo nell'universo dei più grandi poeti, replicando nella Sala del Caminetto al primo piano della villa alle 21.30 e alle 22.30 di stasera. Per Buscemi «la poesia aggiunge vita alla vita, è una vita al quadrato», come amava affermare Mario Luzi, e certo anche il ricordo del grande poeta fiorentino che sfiorò più volte il Nobel per la letteratura contrassegnerà il recital di Coltano. Accanto alle sue poesie si potrà anche ascoltare Montale, Boris Vian e Leopardi, passando per Stefano Benni e perfino Vittorio Gassman (che fu, oltre che attore, raffinato poeta) fino naturalmente all'insuperabile Dante Alighieri di cui Buscemi ha messo in scena negli anni una lodatissima Lectura Dantis replicata in tutta Italia (perfino in una cava di marmo abbandonata o, più recentemente, all'interno della suggestiva e quantomai "infernale" Grotta Giusti di Monsummano Terme). Dice Buscemi: «È proprio in tempi cupi e di grande decadenza culturale come quelli che stiamo vivendo, che si sente maggiormente la necessità di un ritorno alla poesia come nutrimento essenziale per l'uomo, una delle forme artistiche a cui l'umanità ha fatto sempre ricorso per cercare una risposta al mondo circostante. La poesia è forse il segno più tangibile dell'anelito dell'uomo a Dio: in ogni testo di un vero poeta si celebra la conciliazione fra Apollo e Dioniso, razionale e irrazionale. Chi coltiva la poesia, chi pensa poeticamente sente con più forza la letizia o il dolore, vive la sua vita con più profondità nel bene e nel male. Inoltre ne prolunga la durata e fa ritrovare emozioni che parevano dimenticate». Sono queste le premesse dell'incontro con Buscemi e i suoi compagni di viaggio nella villa medicea, un incontro che naturalmente non vuole essere per nulla antologico ma leggero, anche divertente (non mancheranno incursioni nel comico e nell'ironico), per cercare di realizzare, attraverso i versi di autori indimenticabili, un po' di quel piccolo miracolo laico invocato da Dostoevskij, con quel senso di gioiosa libertà che è proprio della poesia stessa.
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