Il Tirreno

Pisa

Balneari: una deroga per salvare le imprese

D.L.

«Sarà un'iniziativa gioiosa per sensibilizzare anche la clientela»

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 TIRRENIA. Tutti insieme per dire sì alla deroga sul turismo balneare. Un'unica voce che si leva da Forte dei Marmi, passando per Pietrasanta, Lido di Camaiore, Torre del Lago, fino a tutto il litorale pisano. Il tuffo dei 100mila è un'iniziativa che, nell'idea degli organizzatori, intende mettere sotto la lente d'ingrandimento le preoccupazioni di circa 30.000 imprese e, contemporaneamente, spiegare all'opinione pubblica chi sono i titolari delle concessioni e cosa fanno, in modo da coinvolgere il più possibile la clientela.  «Con questa iniziativa - spiega Enrico Fontani, presidente Sib Confcommercio Pisa - alla quale ha aderito il 100% degli stabilimenti balneari della costa pisana, intendiamo far sentire forte e chiara la nostra voce, per impedire che 30mila imprese balneari italiane finiscano all'asta. E' inaccettabile che si voglia distruggere questo modello di impresa balneare familiare che negli anni ha garantito servizi di salvataggio e di primo soccorso, offrendo sicurezza e qualità, investendo molto in termini di capitali, risorse umane e servizi».  Per Sergio Sighieri, presidente Fiba Confesercenti, l'Italia vanta un primato turistico rappresentato dai suoi stabilimenti balneari e sarebbe bastato non modificare alcunchè per mantenere vitale questo settore. «La legge Baldini del 2001 sul rinnovo automatico delle licenze - spiega - avendo dato stabilità al sistema, aveva contribuito a migliorarlo. E' chiaro che chi si propone di intervenire, se prima non comprende l'importanza di questo nostro settore, non può formulare proposte accettabili e rischia solo di distruggere l'economia locale. Nell'insieme parliamo di quasi un milione di persone».  Anche le voci della Versilia vanno in questa direzione. «Questa iniziativa - dice Carlo Monti, presidente dell'associazione balneari di Viareggio - è un tentativo di coinvolgere il turista, che sarebbe chiamato a pagare il prezzo della scellerata politica governativa: operatori, famiglie e turisti che insieme gridano "no alle aste, sì alla deroga per difendere l'economia sana del Paese". Aggiungo che, nel corso degli anni, il turismo balneare non ha mai avuto bisogno di soldi statali e che, essendo formato da piccole imprese balneari, non è corruttibile e non controllabile politicamente. Queste qualità lo rendono anomalo per la politica, che non lo può gestire e da qui il tentativo di destabilizzarlo».  Anche secondo Francesco Belli, presidente dell'associazione balneari di Pietrasanta, questo evento rappresenta un momento di aggregazione positiva tra balneari e clientela. «L'ipotesi della vendita all'asta delle concessioni - afferma Belli - ha fatto crollare gli investimenti nel settore e depresso il livello di occupazione che riguarda soprattutto i giovani. Il settore balneare consente ai giovani privi di esperienza di iniziare un'attività lavorativa».  Secondo Luca Petrucci, presidente dell'associazione dei balneari di Lido di Camaiore, i vari governi italiani che si sono susseguiti nel corso degli anni «hanno dimostrato indifferenza per la categoria». Mentre Martino Barbieri, presidente dell'unione proprietari dei bagni di Forte dei Marmi, afferma che «è veramente importante che il governo capisca che il turismo è il motore del Paese e che per questo deve essere tutelato e sostenuto». Tutti concordano nel ritenere l'opinione pubblica non contro di loro, ma senza conoscere a fondo il lavoro e le difficoltà dei balneari.

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