Sicurezza
Ricetta Filippeschi per una città nuova più vivibile e sicura
Candida Virgone
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PISA. Non è Palermo, non è Napoli, non è Crotone. Ma i tanti piccoli problemi di ordine pubblico che Pisa affronta quotidianamente, per tutto l'anno, messi insieme, costituiscono di certo uno scoglio non da poco per un città media che può considerarsi ancora vivibile e a misura d'uomo. Spazzate via dalla sentenza della consulta della Corte costituzionale quasi tutte le ordinanze sindacali (tranne l'antiborsone e l'anticaduta, salvate in extremis da Regione e leggi precedenti), un provvedimento che ha disarmato quelli che erano stati definiti i sindaci sceriffi, ecco che dal Palazzo parte un nuovo progetto per migliorare la situazione di una città di 87mila abitanti su cui ogni giorno ne gravitano quasi il doppio, sede di scali civili e militari importanti, punto turistico e sanitario di grande attrattiva, fulcro di poli culturali di eccellenza e con forze dell'ordine sotto organico. Ieri il sindaco, Marco Filippeschi, ha firmato, insieme al comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, e al presidente e al direttore della Società della salute, Maria Paola Ciccone e Giuseppe Cecchi, una «direttiva per la garanzia delle regole di convivenza e per la sicurezza urbana». In sintesi una mappa delle criticità della città con le priorità da percorrere e le strategie da adottare, racchiusa in undici punti: stazione, piazza dei Miracoli, centro, quartieri, litorale, vandalismi nelle scuole, parchi, mercati, abusivismo commerciale, videosorveglianza e raccolta delle segnalazioni dei cittadini. Una ricetta insomma sui soliti problemi, ma che prevede obiettivi mirati e soprattutto, punto ribadito da tutti i firmatari dell'atto, la sinergia di tutte forze del territorio, di sicurezza e non. Una strategia che potrà portare effetti immediati e tangibili nel giro di poco tempo, che potrà cambiare le carte in tavola in tema di scippi, borseggi, spaccio, accampamenti liberi e commercio abusivo, movida e schiamazzi, immigrazione clandestina, prostituzione, degrado? Non lo sa ancora, ovviamente, il primo cittadino, ma ci prova. Un atto di indirizzo rivolto a tutti e a cui tutti devono prender parte: il sindaco chiama in causa anche la polizia provinciale e poi Sds, Pisamo, Sepi, Avr, mondo dell'associazionismo e del volontariato. Uno dei punti più ambiziosi è il progetto stazione, un'area su cui gravitano 17 milioni di cittadini l'anno. Servizi dinamici vengono chiesti alla Polfer, mirati alla polizia provinciale con l'apertura della nuova piazza, unità specializzate alla Sds sul disagio. Un investimento di ventimila euro è in programma per un progetto con il Dopolavoro ferroviario teso alla valorizzazione di attività culturali, con le ferrovie un programma di recupero strutturale del patrimonio, con Pisamo la regolazione della sosta, con Avr l'aumento dei servizi di pulizia, con polizia municipale e finanza l'intensificazione dei controlli nelle attività commerciali. La direttiva prevede anche e finalmente il potenziamento dell'illuminazione pubblica, lo sviluppo di un piano di videosorveglianza efficiente condiviso da tutte le forze dell'ordine, maggiore attenzione ai quartieri, in particolare Riglione, Sant'Ermete, Oratoio e Coltano, servizi straordinari su litorale, centro storico e Duomo.
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