Il Tirreno

Pisa

Ucciso da un infarto a 31 anni

Candida Virgone
La rimozione del cadavere e la vittima
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La rimozione del cadavere e la vittima

È stato trovato morto nella gelateria dove lavorava

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 PISA. Ucciso da un infarto a 31 anni. Lo ha trovato il titolare della gelateria per cui lavorava, poco prima delle 10 di ieri mattina. Antonio Antonini, proprietario del locale Peter Pan, che si trova in via di Porta a Mare, arrivato sul posto, ha trovato chiuso. Ha chiamato a lungo il suo dipendente, Elguja Achargazia, 31 anni appena compiuti lo scorso marzo, georgiano, in Italia da diversi anni, ma non ha ricevuto risposta.  L'uomo ha dovuto forzare con un cacciavite la porta d'ingresso, che, chiusa con una sola mandata, si è aperta subito. Poi, pochi attimi dopo, la macabra scoperta. Il gelataio georgiano giaceva a terra nel bagno, probabilmente, nonostante la giovane età, ucciso da un infarto. Sul posto è stato chiesto subito l'intervento di un medico, ma per il povero ragazzo c'era ormai ben poco da fare. Era spirato sicuramente da qualche ora, pare per un attacco cardiaco.  La sera prima, infatti, ha raccontato la sua ragazza disperata, si era sentito male. «Non stava bene - ha detto in lacrime - ed avevano chiamato il 118. Ma lui, dopo essere stato visitato, ha rifiutato il ricovero che il medico aveva chiesto».  Anche la sera prima a fare i capricci sarebbe stato il cuore, ma forse Elguja aveva sottovalutato quei sintomi, pur se ne era rimasto spaventato. Poi ieri mattina, come al solito, era andato ad aprire la gelateria, molto presto, intorno alle 6, come conferma un camionista che rifornisce i negozi della zona.  «Praticamente - spiega Antonini - gestiva tutto lui. Al mattino avviava le macchine, preparava il gelato. Ieri mattina invece era tutto fermo. Quando ho visto la porta chiusa e, appena entrato, le macchine spente, ho capito subito che era accaduto qualcosa di grave. Poi ho trovato Elguja a terra in bagno: la porta era aperta».  Sulla morte del gelataio georgiano, la procura ha aperto un'inchiesta: le indagini sono portate avanti dai carabinieri, i primi ad intervenire, e sono dirette dal pm Aldo Mantovani. Nel recente passato del ragazzo infatti c'era il fantasma dell'uso di stupefacenti, particolare che ha fatto subentrare il timore e la eventualità, anche se non sono stati trovati riscontri obiettivi, che il cuore si sia fermato per un malore fatale subentrato ad un problema del genere. Per questo è stato deciso di sottoporre la salma dello sfortunato giovane ad autopsia: l'esame avverrà nella tarda mattinata di oggi all'istituto di medicina legale, dove il corpo è stato composto dai volontari della Pubblica Assistenza.  Il ragazzo era arrivato in Italia da qualche anno, per raggiungre la fidanzata, una georgiana come lui, con la quale viveva in un appartamento in via di Pratale. La coppia fra l'altro a giorni si sarebbe dovuta trasferire in un nuovo alloggio. Ha turbato e commoso il quartiere la notizia della scomparsa del giovane, conosciuto e amato nella zona. I proprietari del locale hanno apposto sulla vetrina della gelateria, chiusa ieri per tutta la giornata, un cartello con la scritta "chiuso per grave lutto".

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