Il Tirreno

Pisa

I cittadini: è assurdo dover attendere ore per la carta d’identità

Incubo anagrafe, nuove code poco personale e allo stremo

Alessio Giovarruscio
Cittadini allo sportello
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Cittadini allo sportello

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 PISA. Il viaggio dentro gli uffici dell'anagrafe ricorda qualcosa di simile ad un girone del purgatorio o se vogliamo ad un racconto straniante dello scrittore Franz Kafka. Impiegati comunali sotto assedio sin dall'orario di apertura, costretti per l'intera mattinata a fronteggiare una situazione di assoluta emergenza.  Pochi lavoratori agli sportelli, costretti a vivere loro malgrado l'ennesima giornata di ordinaria follìa, tra il rinnovo di una carta d'identità e una pratica di modifica di indirizzo, stretti tra l'esigenza di servire, nel più breve tempo possibile, un numero sempre crescente di persone che si accalca agli sportelli e la necessità di svolgere anche le altre fondamentali e ineludibili pratiche d'ufficio.  Mentre il telefono squilla incessantemente, il fax stampa a ripetizione una richiesta dopo l'altra, le e-mail si susseguono senza tregua sullo schermo dei computer, registriamo il forte malessere degli impiegati dell'anagrafe costretti a lavorare in simili condizioni di disgaio. Carenza di organico prima di tutto, tanto che negli ultimi due anni, ben 4 persone sono andate in pensione senza essere state adeguatamente reintegrate.  Un prospetto mostra come l'organico attuale conti oggi in tutto dodici impiegati, di cui due sono in malattia da qualche tempo, e un'altra metà di loro è in ferie, così che a fronteggiare l'enorme mole di lavoro estivo, ovvero l'emergenza, restano appena cinque persone.  A dare un'occhiata alle scrivanie stracolme di pratiche e faldoni, c'è obiettivamente da sentirsi male, mentre dalle porte si affacciano continuamente cittadini in cerca di un qualche brandello di informazione e il pianto dei bambini è una litania che suona a intervalli regolari. Intanto, mentre la coda di persone, composta soprattutto da genitori e bambini piccoli in paziente attesa, straborda fuori del locale e qualcuno si sistema anche nell'ingresso con sedie di fortuna, ci spiegano che l'informatizzazione resta ancora una utopia. Primo perché esiste ancora l'obbligo del cartaceo, secondo perché i tempi di una pratica on line, con i programmi attualmente in dotazione all'ufficio, sarebbero addirittura più lunghi rispetto a quelli tradizionali, terzo perché la gente non fa ancora un uso diffuso dell'autocertificazione.  I cittadini allo sportello sembrano comprendere il momento delicato e attendono con pazienza biblica le circa due ore di attesa media prima di poter essere serviti. Tra questi c'è Christian Sirbu, elettricista, rumeno, da molti anni residente in Italia, che si indigna: «Mi sembra assurdo dover aspettare tutto questo tempo per una semplice carta di identità».  Irene Bonaccorsi, giovane mamma pisana, accompagnata dai tre figli, aggiunge: «Sapevo che avrei dovuto aspettare molto. La scorsa settimana la situazione era praticamente la stessa. Devo partire per l'Austria, purtorppo la nuova normativa impone la carta di identità anche per i bambini al di sotto dei quindici anni. Fino allo scorso anno bastava andare in Questura, da quest'anno è necessario venire qui all'ufficio anagrafe».

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