Sicurezza
Con i soldi dei fedeli torna a vivere il campanile di Filettole
Marzia Ara
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Limpalcatura che ricopre il campanile della chiesa di Filettole sono già stati spesi 60mila euro ma lintera opera di recupero costerà 110mila euro Ma don Minnucci, il parroco, lancia l'allarme: servono ancora 50mila euro per completare l'opera
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FILETTOLE. È in corso un accurato restauro del campanile della chiesta di Filettole. Servono 110mila euro per ripristinarla di cui 60mila sono già stati spesi. Ne servono altri 50mila di cui 20mila dovrebbero arrivare dal Comune di Vecchiano. Il resto verrà dalla solidarietà dei cittadini e dei fedeli. Intanto, tornerà a suonare la più antica campana della Val di Serchio. Risale al 1394. Dopo secoli ha mostrato per la prima volta l'iscrizione della sua fusione. È stata issata nei giorni scorsi sulla sommità del campanile, insieme alle altre tre campane. Don Tiziano Minnucci, sangiulianese, parroco della chiesa da dodici anni, fa sapere che «la torre campanaria è salva perché, con la ristrutturazione, sono state riparate le grosse crepe e le preoccupanti fessure che ne avevano minato la stabilità. Però i problemi non sono finiti, mancano i fondi per completare l'intera opera di restauro». Una lunga storia dietro la chiesa intitolata a San Maurizio. Tante vicende e non pochi cambiamenti attraverso il tempo con modifiche strutturali. Il campanile è stato rialzato due volte, nel 1518 e nel 1932. Modificate le caratteristiche finestre e realizzate merlature sulla cima. Ad un certo punto era scattato l'allarme per la stabilità del campanile stesso, non si sono suonate più le campane. Don Tiziano esprime la soddisfazione per ciò che è stato fatto, ringrazia per la grande generosità dimostrata dalla popolazione. Sottolinea l'impegno ammirevole dei ragazzi di "Filettole in musica" e dei giovani dell'Arci "Bartalini" però occorre un ulteriore sforzo, un sostegno concreto. Ecco l'appello rivolto anche oltre i confini della frazione di Vecchiano. Si sono mobilitati un po' tutti compresa l'amministrazione comunale di Vecchiano che ha fatto sapere che contribuirà con 20mila euro. Significativo l'apporto di alcune donne le quali hanno sfornato dolciumi, il pittore Luigi Biasci ha donato i suoi quadri, la corale ha tenuto concerti. Ogni offerta che arriva alla chiesa. viene messa nel "salvadaio" per il restauro della capanile. «Purtroppo - annota il sacerdote - nonostante il grandissimo altruismo dei cittadini che con ogni iniziativa hanno raccolto fondi per il restauro del campanile, sono terminati i fondi a disposizione e ora si cercano sponsor privati (ditte, società, aziende, artigiani) per la copertura degli ingenti costi. Si ricorda che le erogazioni liberali sono interamente deducibili dal reddito d'impresa, ma sempre previo rilascio della ricevuta. Le fatture da pagare sono tante, le scadenze si avvicinano e i lavori devono andare avanti. Attraverso Il Tirreno - ed ecco l'appello lanciato da don Tiziano Minnucci - chiediamo un aiuto per sostenere questa importante opera di arte, di storia e di fede».
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