Italia
«Torre-fallo, colpa dei bengalesi»
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Alcuni souvenir venduti dai bancarellai di Piazza dei Miracoli e ispirati alla Torre pendente Bancarellai italiani contro i colleghi stranieri: loro vendevano quei boxer
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PISA. Dopo l'offensiva anti-mutande hard e mentre il governatore Rossi ricorda che esiste una normativa regionale contro i souvenir trash, i bancarellai di Piazza dei Miracoli ostentano una (falsa) tranquillità. Le cinque multe da 500 euro l'una ad altrettanti venditori (di cui 4 stranieri) di boxer con la Torre pendente a mo' di fallo hanno sortito l'effetto desiderato: le mutande incriminate sono sparite. Ma basta grattare un po' sotto la superficie per scoprire il fiume in piena dell'indignazione, almeno tra i venditori italiani, che non esitano a fare muro contro i concorrenti bengalesi. Colpevoli, anche inconsapevolmente, di aver esposto un souvenir da tempo bollato come "scomodo" e di aver dunque attirato gli strali della Curia e del sindaco Filippeschi su tutti i commercianti, anche quelli ligi al buongusto. «Vorrei dire al sindaco - tuona Daniela, bancarellaia - di lasciar perdere la multa al venditore italiano. All'origine di questo macello ci sono i bengalesi, che al 99% sono affittuari dei banchi. È quasi impossibile controllare cosa vendono». «Qualche anno fa - spiega Stefano Perini, venditore e membro della Commissione di mercato - decidemmo, d'accordo con la giunta precedente, di non mettere in vendita souvenir di dubbio gusto come le mutande falliche. Probabilmente i bengalesi non lo sanno, o forse lo ignorano consapevolmente, solleticati dalle proposte di acquisto della ditta. Il punto è che ormai noi venditori siamo una famiglia allargata ed è difficile controllarci a vicenda». «Se un italiano espone i famosi boxer - continua Perini - lo avvisiamo subito che è meglio di no. Ma con i bengalesi è difficile, perché in quanto affittuari si alternano a dozzine dietro lo stesso banco, e a volte fingono di non capire la lingua». Insomma, la linea d'azione dei venditori è evitare di andare in cerca di guai limitandosi ai souvenir tradizionali. Ma al di là di certe mutande compromettenti, la merce in vendita nella piazza è davvero di buongusto? L'immagine della Torre la fa da padrona sulle magliette, dove si accompagna a personaggi di fantasia come Braccio di Ferro, Snoopy, Hello Kitty, Pinocchio o le sexy-fatine Winx. Lo stesso campanile cristiano, oltre a farsi sorreggere su una t-shirt da un Bart Simpson che nel frattempo lascia andare una scorreggia, appare sul fondo di grandi posacenere o sotto forma di bottiglia trasparente riempita di vodka azzurra, grappa e sambuca. Oltre agli alcolici e al fumo, la Torre pendente compare associata a un altro potenziale vizio come il gioco: è l'asso di cuori nel mazzo di carte con le immagini delle bellezze della città in vendita a cinque euro. Il poeta Guido Gozzano parlava di "buone cose di pessimo gusto". Agli innumerevoli ventagli, ombrelli, cappellini, campanellini, calamite, piatti ornamentali, bavagli, scatolette portapasticche e bavaglini per neonati in vendita in piazza dei Miracoli la definizione calza a pennello. Per non parlare delle statuette della torre. Alcuni modelli hanno la luce incorporata e possono servire da lampade per il comodino. Nella fiera del kitsch l'unico oggetto che riconosce al campanile la sua aura cristiana sono i pendenti per l'albero di Natale. Il set completo costa 12 euro: una somma che, se paragonata al prezzo medio degli altri souvenir, lascia il turista (è il caso di dirlo) veramente in mutande. Lucia Maffei ALTRO SERVIZIO A PAGINA 10
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