Sicurezza
La Cgil e i Cantieri di Pisa: «No a colpi di mano»
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«Non subiremo colpi di mano di nessun tipo e anzi chiediamo a tutte le istituizioni di avere la massima vigilanza sulla vicenda, ma anche alla magistratura di approfondire cosa si cela davvero dietro questa partita». Lo ha detto il segretario provinciale della Cgil di Pisa, Gianfranco Francese, commentando le ultime novità sulla procedura concorsuale del gruppo Baglietto, culminate con la richiesta del socio di maggioranza Camuzzi di revocare il mandato al liquidatore Federico Galantini. «Perchè l'uomo di fiducia di Camuzzi ora non va più bene?», si chiede Francese. «Comune, Provincia e Regione - aggiunge - vadano a fondo alla questione e cerchino di scoprire quali sono i reali motivi che hanno fatto saltare il rogito e spinto Effebi Overmarine di Viareggio non solo a tirarsi indietro ma addirittura a presentare un esposto alla procura della repubblica lucchese». I timori del sindacato, a quasi 100 giorni dall'assemblea permanente convocata dai lavoratori dei Cantieri di Pisa, che fanno parte del gruppo Baglietto insieme a quelli di Varazze (Savona) e La Spezia, all'interno dello stabilimento toscano, riguardano il futuro delle maestranze, in cassa integrazione straordinaria da oltre un anno e che rischiano, senza soluzioni positive, di restare definitivamente senza lavoro nè stipendio dal gennaio prossimo. «Galantini - ha concluso Francese - ha disertato il tavolo regionale convocato lunedì scorso dall'assessore Simoncini, proprio in conseguenza della preannunciata revoca del suo mandato. Adesso vogliamo sapere quali sono le persone deputata a trattare questa vicenda e chiediamo alle istituzioni non solo di vigilare, ma di fare pressioni su tutti gli attori protagonisti per fare finalmente chiarezza ed evitare speculazioni che ricadrebbero unicamente sulla pelle dei lavoratori».
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