Il Tirreno

Pisa

Registi pisani al Festival

Gianluca Campanella
Gianni Pacinotti, in arte Gipi, fumettista e regista
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Gianni Pacinotti, in arte Gipi, fumettista e regista

Oltre a Gipi approdano a Venezia Garzella e Lorenzi

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 PISA. La nostra città sbarca in forze a Venezia. Dopo Gipi, con il film "L'ultimo terrestre" di cui abbiamo parlato in questi giorni, in concorso alla Mostra del Cinema sono stati selezionati altri due lavori: "Il mundial dimenticato", dei due sceneggiatori e registi Lorenzo Garzella (pisano) e Filippo Macelloni (fiorentino); e il cortometraggio "The cricket", interamente girato all'aeroporto Galilei, scritto e diretto da Stefano Lorenzi.  Quest'ultimo, vissuto a Pistoia, ricorda «le classiche gite della domenica: mio padre mi portava in aeroporto a mangiare un gelato e a vedere i decolli dalla terrazza panoramica». È nata con questa «arcaica» componente affettiva l'idea di girare nello scalo pisano. Tutto è avvenuto nella prima settimana di marzo: due giorni per l'allestimento, tre per le riprese e uno per smontare. Lorenzi è rimasto molto contento del trattamento ricevuto: «Si consideri che abbiamo lavorato vicino a luoghi controllati dalla polizia, che a Roma si fanno pagare 700 euro all'ora e da altre parti non danno il permesso»; nonostante tutto questo, «ci hanno garantito tutta la libertà che volevamo senza mai abbassare la sicurezza dell'impianto. Sono stati eccellenti!».  Ritrovare la terrazza (oggi chiusa da un vetro) con quelle poltrone anni Settanta è stata anche una soddisfazione professionale: «Sedili standard che potrebbero essere anche a New York e Sidney», rendendo universale il set.  Passiamo alla lunga vicenda di Garzella: «Abbiamo iniziato a scrivere il film nel 2006 e lo abbiamo girato nell'arco degli ultimi due anni tra Patagonia, Brasile, Argentina, Germania e Peccioli». Due motivi giustificano la presenza del paese nella nostra provincia: «Un omaggio la mio essere pisano».  Per capire l'altro bisogna fare un passo indietro: il sottotitolo del lavoro è "La vera incredibile storia dei mondiali di Patagonia 1942". Il mondo era in guerra e non aveva tempo di pensare al calcio; ma la leggenda narra che il torneo si sia davvero svolto. Così Garzella ha iniziato «una lunghissima ricerca, in cui la memoria è diventata realtà in un'epica un po' sgangherata». Ebbene, tra i testimoni che sono stati individuati, c'è proprio un cittadino di Peccioli «top secret».  Garzella scherza, ma l'intento finale è nobile: «La Fifa (federazione internazionale del pallone) allora non era sotto lo scacco del business; abbiamo trovato una rivincita al calcio romantico».

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