La manifestazione
IL LUNGOMETRAGGIO
Quel mondiale del 1942 che è stato dimenticato
◗
La lavorazione del film 1 MINUTI DI LETTURA
PISA. "Il mundial dimenticato" partecipa a Venezia nella sezione Giornate degli Autori. Un'ora e mezza circa (è in post produzione, quindi il dato non è definitivo), è una coproduzione italo argentina (Verdeoro e Docksur) che in più di un'occasione ha rischiato di naufragare per mancanza di fondi. Uno dei due autori, Lorenzo Garzella, a posteriori la prende in modo divertito: «Da un punto di vista dell'energia e dell'economia è stato il progetto più disastroso». Ma se il primo lungometraggio deve essere «sangue e sacrificio, allora abbiamo dato! L'intervento di Rai Cinema e del ministero per la cultura è stato la svolta». Girato in forma di documentario sul mondiale di calcio del 1942, mai riconosciuto dagli organi ufficiali dello sport, «più che concentrarsi sulla psicologia dei personaggi preferisce fare un volo d'uccello tra le sensazioni e fornire un affresco corale della Patagonia in quegli anni». Garzella ha saputo dai selezionatori del Festival del Cinema che sono rimasti «incuriositi dall'aspetto giocoso del film, che mischia le carte tra realtà e favola: chi lo vede si intriga e credo che lo trovi godibile, ma di sicuro non è commerciale» e quindi spera che non ci siano difficoltà per la distribuzione. Ad ogni modo è già un successo essere arrivati a Venezia, «troppo più importante» di tutte le altre rassegne nazionali e sogno di ogni regista.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
