Attenzione
Geste, piano industriale sotto tiro
Giovanni Parlato
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A destra e a sinistra due momenti dellassemblea dei lavoratori della Geste che si è svolta nella ex stazione di San Giuliano Esuberi e vendita di immobili, preoccupazione fra i lavoratori
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SAN GIULIANO. Sale la tensione fra gli 87 lavoratori della Geste dopo che la società in house del Comune termale ha varato il piano industriale. Ieri mattina si è svolta un'assemblea nella sala della ex stazione convocata dalla rappresentanza sindacale aziendale. E si annuncia infuocato il prossimo consiglio comunale che si terrà giovedì sera quando i lavoratori promettono di fare irruzione in massa fra i banchi. Al centro della contestazione è il piano industriale. E soprattutto la via scelta dall'amministrazione comunale per cercare di ripianare un debito che col passare del tempo si è fatto sempre più pesante. «Il bilancio della Geste nel 2010 - afferma Federico Giusti dei Cobas del pubblico impiego - si è concluso con la perdita di oltre due milioni di euro, per la precisione di 2 milioni e 116.578 euro». La Cgil, che all'interno della Geste detiene la maggioranza degli iscritti, si mantiene - al momento - su una posizione di attesa e rimanda al consiglio comunale di giovedì per scoprire le sue carte. I Cobas, al contrario, marciano fin da ora dritto contro il piano industriale. Ricordiamo che quattro anni fa il Comune di San Giuliano, con Geste, creò una società in house per la gestione di farmacie, servizi scolastici come mense e scuolabus, manutenzioni, sport ed eventi. Una gestione che nel tempo ha accumulato un debito che ora ha superato la soglie dei due milioni. Nel piano industriale si fa riferimento ad una nuova formula che dà la possibilità di entare in possesso di liquidità nel giro di poco tempo. Si chiama lease-back. «Il lease-back consiste - spiega lo stesso Federico Giusti - in un contratto di vendita, in questo caso di Geste, dei propri beni a qualche soggetto privato o una istituzione finanziaria che contestualmente lo assegna in locazione finanziaria sempre a Geste. Quest'ultima si trasformerà da proprietaria del bene ad utilizzatrice dello stesso con il pericolo di trovarsi fuori da un momento all'altro. Il lease-back riguarderebbe la cessione di immobili e impianti produttivi, la cessione degli automezzi, la cessione della proprietà di un marchio pur continuando ad averne i diritti di utilizzo». Tuttavia, quanto sostiene il sindacalista è vero fino ad un certo punto. Infatti, come spiega lo stesso sindaco Panattoni in questa pagina, si tratta di un leasing e la stessa amministrazione, alla scadenza del contratto, ritorna in possesso del bene. Mettere sul mercato immobili in vendita o in leasing è comunque una strada di molti enti locali per fronteggiare i tagli del governo in modo da non alzare troppo le tasse e mantenere i servizi. Ma i Cobas lanciano l'allarme, proprio sui servizi. «Il piano Geste - affermano i Cobas - potrebbe portare alla rinuncia del servizio dello scuolabus e alla fine di altre attività e i privati non aspettano altro». Secondo i Cobas, il piano industriale di Geste potrebbe portare a esuberi di organici. Ma lo spettro del licenziamento per la Cgil non sussiste.
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