Proteste
Piazza dei Cavalieri, il Pd prova a ricucire
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Una manifestazione in Piazza dei Cavalieri Mentre Garzella (Pdl) e Scaramuzzino (Sel) tornano sulla divisione nella maggioranza
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PISA. Acque tranquille nel Pd, almeno in apparenza, dopo il consiglio comunale di giovedì che ha visto una nuova divisione quando si è trattato di votare l'ordine del giorno presentato da Sel e Prc, con la proposta di una seduta aperta sui temi della sicurezza. All'interno del partito si parla di «clima da ferie». E si assicura che da quel giorno, a parte qualche scambio di vedute, non ci sono state riunioni straordinarie o altro. Anche se il voto contrario del sindaco Filippeschi, seguito da pochi consiglieri, dopo che c'era stata un'intesa sull'astensione, continua a far discutere. Dentro il Pd, il capogruppo Ranieri Del Torto aveva già provato a ridimensionare. «Qualcuno ha dato più peso alle premesse del documento di Sel e Rc votando contro, mentre altri, tra cui io stesso, hanno scelto di puntare sulla parte propositiva di quell'odg, pur con tutte le difficoltà che un consiglio comunale aperto avrebbe comportato». Fin qui il Pd, ma su quanto successo in consiglio torna anche, con ben altri toni, il capogruppo del Pdl Giovanni Garzella. «Le divisioni interne alla maggioranza - dice - non hanno permesso prima di fare un odg unitario e dopo di votare insieme. Un sindaco in mezzo al mare di un consiglio senza una guida in sintonia con la maggioranza: questa è l'immagine uscita dalla seduta di giovedì». Insieme alle questioni politiche, si parla di cosa fare per la situazione di Piazza dei Cavalieri. La domanda di Garzella: «Perchè prefettura, questura, sindaco e le altre istituzioni non operano attraverso filmati e registrazioni che individuino coloro che violano la legge di vendita abusiva di alcolici e soprattutto gli autori degli schiamazzi notturni?». Sull'opportunità di un consiglio comunale aperto torna Carlo Scaramuzzino (Sel): «Sottoscrivo l'invito di Davide Guadagni a riflettere e ragionare, come pubblicato sul Tirreno. Per rispondere alle numerose richieste di confronto avevamo pensato a un consiglio comunale aperto. Ma purtroppo questa nostra proposta è stata respinta, seppure con qualche lacerazione nella maggioranza». F.L.
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