Il Tirreno

Pisa

Monumenti usati come dormitori

Gianluca Campanella
Rifiuti abbandonati nel Parco delle Mura nei pressi della rotonda di via Conte Fazio
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Rifiuti abbandonati nel Parco delle Mura nei pressi della rotonda di via Conte Fazio

Giacigli improvvisati alla Torre Guelfa e al Parco delle Mura

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 PISA. Monumenti usati come dormitorio. Mentre si continua a parlare della movida, c'è un'altra "Pisa notturna" che di cui si ignora l'esistenza, perché silenziosa: quella dei senzatetto che approfittano dei posti meno battuti dai turisti per trovare ricovero. Bagni di Nerone e Cittadella sono alcuni dei luoghi abbandonati (e spesso in condizioni di degrado) che sono stati riadattati.  Riconvertiti, perché subiscono vere e proprie "varianti urbanistiche". La Torre Guelfa, per fare un esempio, è la situazione più appariscente: sgombrata pochi giorni fa dai vigili urbani, ora è di nuovo occupata, probabilmente da altre persone. Si nota perché la balconata che dà sull'Arno da un lato e sul parco dall'altro è stata oscurata da lenzuola che servono a garantire la privacy. E così, di notte, arrivano due "inquilini" che dormono su un materassino e sopra dei cartoni: masserizie che di giorno sono l'unica testimonianza del passaggio umano, in mezzo a tanti escrementi di piccione.  Dà meno nell'occhio il vicino accampamento nel Parco delle Mura; sotto la rotonda appena inaugurata di via Conte Fazio, infatti, ci sono due tunnel ciechi, cioè senza uscita, perfetti per un posto letto: né troppo corti, così non ti accorgi di loro, né troppo lunghi, in modo da fornire vie di fuga in caso di pericolo. La novità, infatti, di queste situazioni è una sorta di nomadismo stanziale: fino a pochi anni fa ogni (cosiddetto) barbone aveva il suo angolino; ora ognuno cerca un posto tranquillo, ma quasi una guerra tra poveri si combatte per conquistare le "piazze migliori".  Sono cambiati i barboni stessi. In città ne erano famosi tre: "Penna da alpino", che dormiva in Fossabanda; il "filosofo", che preferiva piazza dei Cavalieri (o la panchina in via Consoli del mare o il tunnel di Ugolino); infine "l'amica dei piccioni". Il primo è morto l'estate scorsa; mentre si sono perse le tracce dell'altro, che in realtà discettava poco di massimi sistemi e molto bestemmiava.  La signora, invece, è la meno "artistica" di tutti: alterna due piazze più moderne, Duca d'Ancona e Martiri; in quest'ultima, più nota ai pisani come Santa Caterina, regala ai pennuti almeno due pagnotte al giorno, che compra in un vicino supermercato.  Cambiati, dicevamo. I nuovi barboni non si sa chi siano. Di giorno è come se non esistessero. La "prova" del loro passaggio è solo uno straccio, un cartone, che tenta di marcare un territorio. Ma tornando di notte nel parco della Cittadella o nella stessa piazza Martiri, li trovi rintanati in simil sacchi a pelo, gelosi del loro spazio. In piazza Martiri solo dopo le 4, quando finisce la movida. E ai Bagni di Nerone, unico luogo aperto e nel contempo chiuso, solo per la toilette.

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