Sicurezza
La manovra nelle tasche dei pisani
Antonio Scuglia
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BANCHE Aumenta la tassazione sugli investimenti in azioni, fondi e obbligazioni Conti bancari: salgono le imposte e i bolli, calano fortemente gli sgravi
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PISA. La manovra economica del Governo toccherà anche i nostri conti in banca nella nostra città? Sì, e non per ingrossarli. Si stima intorno a 50mila il numero di conti correnti di cittadini ed aziende pisani: il dato nazionale, secondo l'Abi (Associazione Bancaria Italiana), è di 32 milioni, la metà dei quali sono quelli aperti in modo alternativo allo sportello "classico" (oltre 4 milioni i conti presenti solo online). Quale sarà l'impatto sui correntisti? In teoria le agevolazioni potrebbero essere superiori rispetto ai costi, ma la realtà è diversa, almeno per coloro (e a Pisa sono la maggioranza) che i soldi non li tengono fermi sul conto ma li investono. «La manovra finanziaria - ricorda Andrea Maneschi, quadro direttivo di Cariparma - prevede una diminuzione della tassazione dal 27% al 20% per i conti correnti e i depositi, ma contempraneamente parte un cospicuo aumento sul dossier titoli: il bollo alla fine andrà a costare fino a dieci volte di più». L'imposta, che ora è pari a 34,20 euro l'anno, entro il 2013 potrebbe subire un rincaro fino a 380 euro per chi ha più di 50 mila euro; per chi ha meno di 50 mila euro l'imposta di bollo potrebbe salire a 150 euro. Ma chi ci guadagna? La manovra sembra avvantaggiare tutti i tipi di conti correnti bancari che non prevedano investimenti di alcun tipo, da quelli tradizionali stipulati allo sportello, a quelli online, a quelli a deposito vincolato. La tassazione che era al 27% scenderà infatti al 20%, mentre investire in azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, ETF, certificati di investimento, pronti contro termine, buoni postali fruttiferi sarà presto meno conveniente, perché l'aliquota salirà dal 12,5% al 20%. Solo per i titoli di Stato (Bot, Btp) continuerà a essere trattenuta una percentuale del 12,5%. Dopo l'aumento dell'imposta di bollo sui conti correnti e deposito titoli, le banche e risparmiatori potrebbero dover rivedere le loro posizioni: le prime per offrire prodotti concorrenziali, i secondi per decidere come investire al meglio il loro denaro. L'effetto che, dunque, la manovra produrrà sarà di frenare il rendimento dei pronti contro termine, dei fondi comuni di investimento e degli ETF sulla liquidità e dei buoni postali. Resta uguale la rendita dei BoT annuali. Buona, invece, la spinta ai conti correnti bancari, soprattutto online ad alto rendimento o a capitale vincolato. Il punto è: il risparmiatore pisano, in media, è uno che tiene i soldi in banca "fermi" o comunque vincolati, fa parte dei Bot people o è uno che i soldi li investe? Spiega Maneschi: «A Pisa, il cliente segmentato nella fascia media, ovvero quello che possiede da 50mila a 500mila euro, ha solitamente un conto "strutturato": costruisce con la banca un portafogli adeguato, investendo abbastanza in azioni, fondi e obbligazioni per ricavarne un rendimento». Naturalmente è troppo presto per osservare che cosa farà la gente: le banche da parte loro hanno iniziato a studiare soluzioni alternative, per offrire conti correnti con tassi più adeguati alle obbligazioni e ai titoli di Stato. I risparmiatori, in ogni caso, saranno spinti a una fuga dai titoli azionari, o comunque a un disinvestimento? Tornerà, o su acuirà, la corsa al mattone? Non è detto. «Per chi ha un portafogli molto strutturato - dice Maneschi - l'aumento del bollo in realtà noncambia moltissimo la sostanza. Si colpisce in realtà il risparmiatore medio-piccolo che vuole diversificare i propri investimenti invece di puntare solo sui Bot». Sì, ma allora non torna più vantaggioso investire sugli immobili? Dipende. Come ricorda il sito www.nanopress.it, la manovra economica varata dal governo ha reintrodotto la tassa sulla prima casa a partire dal 2014, ma ha in serbo anche altre novità sia per i proprietari sia per gli inquilini: aumento della cedolare secca sugli affitti, calo drastico delle deduzioni per ristrutturare casa, per i lavori tesi al risparmio energetico e degli interessi per il mutuo.
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