Sicurezza
Raffica di furti nei negozi del centro
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Carabinieri impegnati in controlli nel centro storico Appello dei commercianti al prefetto: più controlli contro il crimine
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PISA. Tre furti in corso Italia, in pieno giorno, nel giro di una settimana. Giovedì pomeriggio, poco prima delle 15, due giovani sono entrati nella profumeria Kiko arraffando pochi soldi dalla cassa, dopo aver distratto la commessa. Uno di loro è stato poi fermato poco dopo dalle forze dell'ordine. Mercoledì, quasi alla stessa ora, due nordafricani erano invece entrati nella tipografia Tornar in via del Carmine, rubando una borsa con l'incasso. Il titolare, Roberto Tornar, ha provato senza successo a rincorrere i ladri una volta accortosi che erano entrati in negozio. «Ormai siamo rassegnati - è il suo amaro commento -. Una situazione fuori controllo». Il fatto più grave la settimana scorsa, quando alle dieci di mattina due donne nomadi hanno minacciato con un trincetto una commessa di un negozio di abbigliamento, portando via una camicia, un maglione e pochi soldi di incasso. In questo clima di crescente insicurezza per i commercianti, la Confesercenti ieri ha incontrato il prefetto. Incontro richiesto dall'associazione dopo la raccolta di quasi 400 firme di operatori commerciali dell'asse corso Italia-Borgo-piazza dei Miracoli ed al quale hanno preso parte anche il questore, i rappresentanti di carabinieri e guardia di finanza ed il comandante della polizia municipale Massimo Bortoluzzi. «Alla luce degli ultimi fatti - ha spiegato il presidente Roberto Balestri al termine della riunione - abbiamo accolto con soddisfazione questo incontro in cui erano presenti tutte le forze dell'ordine. Da parte nostra, tutta la disponibilità a collaborare per dare una svolta ad una emergenza sicurezza che è sotto gli occhi di tutti. Partendo dalla constatazione, purtroppo, che Pisa non è sicura». La Confesercenti ha dato atto dell'impegno delle forze dell'ordine, spingendo ancora sull'importanza del coordinamnto e della necessità di maggiori uomini: «Tutti i presenti ci hanno rassicurato - spiega Balestri -. Il numero di operazioni testimonia sicuramente il loro impegno, ma conferma anche l'alto grado di criminalità in città. Impegno che, comprendiamo, diventa ancora più gravoso in virtù di una carenza di organici che la nostra città continua a denunciare in tutte le sedi. Ma da quella firma del patto per la sicurezza, non ci sono stati risultati concreti». «Dopo gli ennesimi furti in corso Italia - insiste il presidente - e gli episodi all'ordine del giorno in piazza Vettovaglie, abbiamo in un solo giorno raccolto 380 firme di operatori. Un segno evidente che la situazione è giunta ad un livello di difficile sopportazione. Apprezziamo la disponibilità del prefetto e delle forze dell'ordine ad incontrarci. Ma chiediamo con forza organici in grado di aumentare il controllo del territorio. Anche episodi che forse non costituiscono reati gravi - conclude Balestri -, come ad esempio accattonaggio, schiamazzi o scritte sui muri, contribuiscono comunque ad alimentare un senso di insicurezza nei cittadini».
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