Il Tirreno

Pisa

I Cobas: a settembre apriremo una vertenza legale se non saranno rispettati i diritti degli operai

Raccolta rifiuti, protestano i lavoratori

Enrico Santus
Addetti alla raccolta dei rifiuti (foto d’archivio)
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Addetti alla raccolta dei rifiuti (foto d’archivio)

«Turni massacranti per il porta a porta, poca sicurezza e stipendi da fame»

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 PISA. Iniziare il proprio turno alle 6 del mattino senza sapere quando finirà; salire e scendere dal compattatore tra le 250 e le 300 volte al giorno; abbandonare il proprio mezzo col motore acceso per raccattare le buste depositate di fronte alle porte. Il tutto per una paga di mille euro mensili. Questo è il trattamento riservato agli operatori del porta a porta.  A parlarne ieri sono stati in conferenza stampa Federico Giusti dei Cobas e Davide Banti della rsa della Manutencoop. Banti ha spiegato quali sono le difficoltà che gli operatori del porta a porta sono costretti ad affrontare ogni giorno e l'alto rischio di infortuni, considerato che - oltre alla mansione di autista - devono fare anche la raccolta dei rifiuti, trovandosi spesso ad attraversare la strada per risparmiare tempo. La sicurezza non è il solo problema, visto che gli autisti sono ogni volta costretti ad abbandonare il compattatore col motore acceso.  Nel settore della nettezza urbana lavorano circa 160 persone, tra quelle di Manutencoop e dell'Arca, recentemente confluite nel consorzio Siac (Servizi Igiene Ambientale Costa). Per questi lavoratori i Cobas fanno presenti tre rivendicazioni: la prima è indirizzata alle cooperative e chiede che esse riconoscano ai lavoratori ciò che spetta loro in termini di tempo e retribuzione; la seconda è diretta ai Comuni, a cui viene chiesto di valorizzare il porta a porta, ma anche di evitare gli appalti a ribasso; la terza, infine, è indirizzata alla società Geofor, responsabile - secondo i Cobas - di aver costruito un meccanismo che scarica sulle cooperative l'onere di far funzionare questo sistema, il cui peso grava poi sui lavoratori.  «Se a settembre non sarà cambiato l'atteggiamento delle cooperative - dicono i Cobas - ci rivolgeremo ai nostri uffici legali per aprire delle vertenze».

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