Italia
Imprese e banche, rapporti tesi
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Lo sportello di un istituto di credito (foto darchivio) La Camera di Commercio: difficile avere credito
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PISA. È il mercato estero che ha permesso di contenere i danni nel corso del 2010. Lo dicono il 27% delle imprese pisane all'interno dell'indagine realizzata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio. Le reazioni delle imprese. Pur avendo registrato, nel corso del 2010, una parziale attenuazione della crisi rispetto al terribile 2009, gli imprenditori all'ombra della Torre non sono particolarmente ottimisti per quanto riguarda le evoluzioni dell'anno in corso, tanto che la quota di imprese che prevede di aumentare il proprio giro d'affari scende dal 24% al 22%. D'altra parte è da segnalare come anche all'interno dei mercati dove le imprese pisane stanno andando meglio (quelli esteri) una quota piuttosto elevata di imprese registra un fatturato in forte diminuzione (32%). Crisi di liquidità. L'indagine si sofferma anche su come, tra il 2009 ed il 2010, sia sceso il numero di imprese che ha fatto ricorso a nuove fonti di finanziamento. Le ricapitalizzazioni con mezzi propri infatti raggiungono il 30% (dal 36% del 2009) e quelle attraverso l'indebitamento bancario il 18% (dal 22%). A ben vedere si tratta di un'altra conseguenza negativa del rallentamento dell'attività. Solo il 30% delle imprese ha infatti chiesto fondi per effettuare investimenti, mentre il 61% lo ha fatto per coprire il fabbisogno connesso alla gestione del circolante ed il 25% per ristrutturare la propria situazione debitoria. La quota di imprese che hanno concesso dilazioni ai clienti è scesa dal 46% del 2009 al 36% del 2010 mentre invece - e questo è forse il segnale più negativo - la quota di coloro che hanno chiesto dilazioni ai propri fornitori sale dal 24% al 27%. Accesso al credito. Le aziende pisane che hanno segnalato maggiori difficoltà nell'accesso al credito scendono dal 31% del 2009 al 26% nel 2010. Nonostante questo apparente miglioramento, occorre considerare che, "isolando" le sole imprese che effettivamente hanno richiesto un finanziamento, la percentuale di chi ha segnalato un aumento delle difficoltà schizza al 52%: ben 8 punti percentuali al di sopra della media regionale. Rapporto banca-impresa. Gli imprenditori pisani non sembrano molto soddisfatti della trasparenza garantita dai loro istituti di credito. Arriva al 43% la quota di aziende che segnala come i costi bancari (tassi di interesse, costi accessori, ecc.) non siano indicati chiaramente nei prospetti informativi.
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