La manifestazione
Inaugurato un apparecchio 3 Tesla costato alla Regione un milione e mezzo di euro
Ecco la risonanza del futuro
Candida Virgone
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La nuova risonanza magnetica e, sotto, un momento della presentazione Diagnosi più chiare a Cisanello per tutti i tipi di malattia
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PISA. È la prima macchina del genere in Toscana, ma anche in Italia, una macchina per le risonanze magnetiche che garantisce una eccellente qualità di immagini, il meglio nel settore, consentendo una più precisa analisi delle alterazioni di varie malattie, definendone non solo l'evoluzione, ma anche la risposta alle terapie applicate. È una 3 Tesla costata più di un milione e mezzo di euro, arrivato dalla Regione, e per la sua inaugurazione ieri mattina, nell'unità operativa 1 di radiodiagnostica universitaria, all'ospedale di Cisanello, c'erano l'assessore regionale alla sanità, Daniela Scaramuccia, il preside della facoltà di medicina, Mario Petrini, il direttore dell'Aazienda ospedaliero-universitaria pisana, Carlo Rinaldo Tomassini, e il padrone di casa, il direttore dell'unità operativa stessa, Carlo Bartolozzi. A simboleggiare il nuovo arrivo un fiocco rosa nella location, un'area dell'unità operativa ricavata accanto all'apparecchiatura 1.5 Tesla. Con questo arrivo, come ha sottolineato il professor Bartolozzi, sale a 22.6 Tesla la concentrazione complessiva di attrezzature diagnostiche che ultizzano il campo magnetico sul territorio pisano, la più alta in Europa nel raggio di pochi chilometri, a cui si arriva sommando la 3 Tesla alla 1.5 (l'Aoup ne ha 9.6 complessive), alla 4.5 di Fisiologia Clinica al Cnr e alla 9.6 della Stella Maris con la recente acquisizione della 7. L'attività della macchina è iniziata a fine aprile ed a ha già portato a termine 450 indagini grazie ad un team della radiodiagnostica I e II e di neurologia, impiegando 14 medici e 7 tecnici, 21 persone, 6 delle quali operano anche nel progetto della Fondazione Imago sulla 7 Tesla di Calambrone. «Oltre alla migliore qualità di immagine - ha detto Bartolozzi - la macchina consente l'applicazione di nuove metodiche di acquisizione del segnale di risonanza, che consentono studi di carattere biochimico e funzionale». Come ha spiegato il neuroradiologo Mirko Cosottini, la macchina è capace di rilevare lesioni minime a livello oncologico e di seguire l'attività della malattia e dà ottimi risultati anche senza l'uso di mezzi di contrasto, impossibile nelle insufficienze renali. Tomassini ha anticipato un impegno di Scaramuccia sull'arrivo del secondo robot Da Vinci. Una riflessione sull'imprescindibilità dell'azienda integrata ospedale-università, della buona didattica supportata da tecnologia avanzata per porsi alla regione come sede autorevole per avere investimenti l'ha proposta il preside Petrini. Ha rischiato di spegnere l'entusiamo l'intervento dell'assessore Scaramuccia, soddisfatta di questo traguardo, ma pronta a stringere i cordoni della borsa. «Gli investimenti - ha detto - devono essere accompagnati ad un'ottimizzazione delle risorse: l'anno scorso si è speso il 17% per risonanze magnetiche e 4 milioni e mezzo per esami al ginocchio a persone over 65. Inutile, se si pensa che l'anno prossimo la Regione avrà 350 milioni in meno, la copertura di un'intera Asl».
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