Italia
MOVIDA E PROTESTE
«Altra notte insonne»
Gianluca Campanella
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PISA. È di nuovo "movida" o, a leggerla dall'altro punto di vista, insonnia. Nella notte tra giovedì e ieri, infatti, i centralini delle forze dell'ordine sono stati tempestati da telefonate di protesta da parte di «gente che domani deve andare a lavorare»: era in corso la «consueta» esibizione di bonghi in piazza dei Cavalieri. Da mesi in città ci si interroga sul problema e si consumano fegati: non sono bastate due assemble pubbliche (notturne, ça va sans dire) per trovare la soluzione alle opposte esigenze di residenti, commercianti e giovani. Giovedì, poi, sul piatto si è aggiunto un peso da novanta: durante il consiglio comunale il sindaco Marco Filippeschi ha raccontato che il direttore della Normale, Fabio Beltram, ha addirittura pensato di chiudere la foresteria della Scuola, che si affaccia proprio su quella piazza, perché gli ospiti dell'istituto sono esasperati dalle "vivaci" attività che si svolgono nelle ore consacrate al riposo. L'ipotesi di lavoro non è un progetto già esecutivo, ma sarà l'extrema ratio nel caso in cui le lamentele dovessero proseguire. Allora siamo andati a sondare gli umori di chi alloggia lì. Senza contare open space e studi dei professori, nei due piani ci sono nove camere da letto, di cui quattro con vista su piazza dei Cavalieri: detta così, sembrerebbero le più ambite da ricercatori di matematica e docenti esterni in visita per seminari o periodi di lezione (sono le due tipologie di ospiti). Ma la portineria conferma che basta una sola notte per far loro cambiare idea: e nei limiti della disponibilità, si cerca di accontentare chi chiede una stanza più interna. Però per quasi tutto luglio la foresteria è stata sempre piena e quest'operazione è stata impossibile: quindi tra gli addetti alla reception è scattata l'analisi "preventiva" per cercare di indovinare chi ha il sonno più leggero. In questo periodo c'è solo un invitato proveniente dalla Russia: almeno lui sembra che se la spassi. Per tornare in Comune, il consiglio ha approvato un appello: si «chiede che chi frequenta la piazza in orari notturni eviti schiamazzi, rumori molesti e l'uso di strumenti musicali, dimostrando che è possibile viverla rispettando le esigenze di tutti». I nottambuli non l'hanno ancora letto.
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