Il dolore
Piazza dei Cavalieri divide tutti
Francesco Loi
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Un momento dellassemblea sulla movida dopo i fatti della Normale In consiglio il Pd si spacca. A rischio la foresteria della Normale
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PISA. Piazza dei Cavalieri, il caos nel caos. Quello della musica fino a notte fonda che irrita i residenti. E quello che, in consiglio comunale (dove è stata esposta per solidarietà la bandiera della Norvegia), ha visto di nuovo dividersi gli esponenti del Pd. Una cosa imprevista (e imprevedibile?) dopo una discussione dai toni pacati e con una serie di spunti interessanti. Da pronostico una serie di posizioni, come la denuncia del disordine da parte del Pdl (di Giovanni Garzella la presentazione dell'argomento) o la richiesta di maggiori controlli dell'Udc. Ma da pronostico anche la forte differenza di approccio di Sel e Rifondazione («la presenza giovanile è socializzazione e gli studenti sono una ricchezza spesso da sfruttare, penso agli affitti al nero», ha detto Bini di Rc). Poi l'intervento del sindaco, che ha rivelato un'altra serie di malumori tra gli abitanti e non solo. I residenti ieri mattina hanno fatto recapitare un'altra raccolta di firme (una sessantina) per chiedere un intervento più energico. Altri invece hanno mandato file audio con la registrazione della musica e dei rumori in piena notte. Il non solo è invece riferito al direttore della Normale, Fabio Beltram, che ha chiamato il sindaco per riportare le lamentele degli ospiti della foresteria della scuola, quindi docenti e alunni, «che rischia di essere dismessa», ha aggiunto Filippeschi. «Siamo una città tollerante - ha proseguito - ma ora si è andati oltre nel dover sopportare. Tutti insieme dobbiamo chiedere che si faccia un passo indietro. In Piazza dei Cavalieri ci sono anche attività, come concerti, non autorizzate». Il sindaco ha quindi ricordato gli interventi e gli investimenti che vanno nella direzione di dare spazi, come l'acquisto della Cittadella, l'Sms, lo Scotto. «Ci spendiamo oltre 25 milioni, sfido a trovare paragoni». Infine, «non si possono tollerare comportamenti in collisione con le regole basilari di rispetto e convivenza». E qui è scattato l'applauso del Pdl, oltre a quello dei consiglieri di maggioranza. E sono cominciate le mosse politiche. Tre ordini del giorno da votare: uno del Pd (proposto dal capogruppo Del Torto), uno del Pdl (Buscemi, Garzella) e uno di Sel/Rc (Scaramuzzino, Bini). Il nodo quando la consigliera Silvestri ha proposto di andare a un documento unico da riscrivere sulla falsariga dell'intervento del sindaco. Palla quindi al Pd, mentre Scaramuzzino chiariva subito che era un approdo impossibile, dal momento che il loro odg proponeva «un consiglio comunale aperto dedicato: quindi prima il confronto poi le proposte, già contenute invece negli altri ordini del giorno presentati». Fitti conciliaboli tra le varie componenti del Pd, e alcuni consiglieri sono anche usciti dall'aula. Poi il voto. Passa il documento del Pd (contrari Sel e Rc), non passa quello del Pdl. E si arriva all'odg di Sel e Rc. Il Pdl non partecipa, due soli a favore (i firmatari) e il Pd si divide: otto voti contrari (il sindaco e i consiglieri più vicini alla maggioranza interna), ben tredici gli astenuti, tra cui cerriani e lettiani. Nei corridoi c'è chi parla di semplice incomprensione e chi di un accordo ad astenersi, poi non da tutti rispettato, per non allontanarsi dalle posizioni di Sel.
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