Il Tirreno

Pisa

La struttura pisana ha un bacino d’utenza che copre tutta la provincia e la Versilia

Le cremazioni rischiano il blocco

L’assessore Serfogli e l’ingresso dell’impianto di cremazione
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L’assessore Serfogli e l’ingresso dell’impianto di cremazione

L'impianto inquina, necessario metterlo a norma entro settembre

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PISA. Il forno crematorio inquina. O, meglio, inquinava, ma resta vecchio e superato al punto che la Provincia ha dovuto dettare una serie di prescrizioni che, se non saranno seguite, porteranno alla chiusura entro il prossimo 30 settembre. Perché il rischio di inquinamento persiste in attesa della realizzazione del nuovo forno. Era il settembre del 2009 quando le analisi evidenziarono valori di carbonio di gran lunga superiori a quelli consentiti. Il Comune è corso ai ripari. «Siamo intervenuti - dice Andrea Serfogli, assessore comunale al patrimonio - per ricondurre le emissioni ai limiti consentiti». «E per avere - ha aggiunto - l'autorizzazione fino alla fine di giugno di quest'anno».  In effetti, l'intervento di manutenzione ha ridotto il livello d'inquinamento, anche se nell'aprile dell'anno scorso sono emerse anomalie a causa del funzionamento dell'impianto ormai usurato da vent'anni di attività. Erano stati misurati livelli di inquinanti risultati, comunque, non preoccupanti per l'ambiente. Tuttavia, vista la volontà dell'amministrazione comunale di installare un nuovo forno crematorio e la necessità di non interrompere un servizio pubblico, la Provincia ha concesso una proroga all'attività fino al 30 settembre di quest'anno. Ma alla condizione che entro il mese di luglio, il Comune esegua un'accurata analisi delle emissioni che derivano dal forno crematorio. I risultati di queste analisi dovranno essere trasmessi alla Provincia entro il 10 settembre. Se questi risultati dovessero dare forti anomali o non dovessero essere eseguiti o comunicati, il forno crematorio potrebbe essere chiuso dopo il 30 settembre.  Ma il Comune, come fa sapere, ha tutta l'intenzione di attenersi alle prescrizioni ottenendo in questo modo un'ulteriore proroga, che potrà essere estesa fino al 29 febbraio del 2012. Un tempo ritenuto sufficiente dai tecnici comunali per rendere già funzionante il nuovo forno crematorio. «Nel frattempo - spiega l'assessore Serfogli - abbiamo già appaltato le opere per la realizzazione di un nuovo edificio che possa ospitare il nuovo forno e i lavori sono cominciati. Mentre in questi giorni sono in corso le procedure di gara del nuovo impianto. L'edificio e il nuovo forno costeranno oltre 800mila euro».  Il vecchio forno ha subito diversi interventi. Quello più radicale (prima ancora del settembre 2009) fu il passaggio dall'alimentazione a gasolio a quella a metano che ridusse il rilascio degli inquinanti. Ma non tale, nel tempo, da scongiurare il pericolo di concentrazioni di carbonio oltre il limite.  «Considerata l'età del forno - continua Serfogli - dovremmo intervenire con continue manutenzioni, spendendo sempre di volta in volta. Così abbiamo deciso di investire nell'acquisto di un nuovo forno, anche perché le richieste sono sempre in aumento. Il nuovo forno servirà ad incrementare il numero delle cremazioni, la cui richiesta arriva, oltre che dalla provincia di Pisa, anche dalla Versilia».  Infine, l'assessore annuncia che la dismissione dell'edificio dove si trova il vecchio forno consentirà una riqualificazione per realizzare la sala del commiato, dove si potrà dare l'addio al proprio caro. Il progetto dovrebbe essere completato alla fine del prossimo mese di febbraio quando scadrà anche l'eventuale ultima proroga dell'amministrazione provinciale.

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