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Pisa

Il senato approva il nuovo statuto

Sotto studenti a lezione
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Sotto studenti a lezione

Cambia tutto: dipartimenti al posto delle facoltà

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 PISA. Il senato accademico ha dato il via libera al nuovo statuto. Con questo atto si conclude un lungo percorso interno all'ateneo che ora passerà al vaglio del ministero. «Con lo Statuto - ha ricordato il rettore Massimo Augello - abbiamo puntato a recuperare ogni spazio di autonomia concesso dalla legge, salvaguardando l'equilibrio tra gli organi dell'ateneo allo scopo di garantire la massima rappresentanza possibile di tutte le sue componenti».  Lo statuto è il risultato di un percorso partecipato avviato all'indomani della promulgazione sulla "Gazzetta Ufficiale" della legge numero 240 del 30 dicembre 2010. Istituita a febbraio e composta da 15 membri, tra cui il rettore con funzioni di presidente, la commissione per le modifiche di statuto ha svolto circa trenta riunioni, con decine di audizioni sia singole che collettive. Per l'85% delle delibere si è registrato un voto unanime e anche nel restante 15% dei casi il consenso ha sempre superato l'80%.  Lo statuto è stato già trasmesso al ministero, che avrà quattro mesi di tempo per approvarlo ed esprimere delle osservazioni su singoli aspetti. «Per dare attuazione alle novità previste - ha precisato il rettore - ci vorrà tuttavia circa un anno». Il calendario prevede infatti che lo statuto entri ufficialmente in vigore nei primissimi mesi del 2012 e che subito dopo parta la formalizzazione dei nuovi dipartimenti, con l'assegnazione delle relative risorse. Nella primavera del prossimo anno sarà eletto prima il senato accademico e poi, nei mesi successivi, il consiglio d'amministrazione. Il 1º novembre 2012, infine, dovrebbero entrare ufficialmente in vigore i nuovi organismi.  L'atto più importante è la sparizione delle facoltà che saranno sostituite dai dipartimenti. Oggi l'ateneo è composto da 11 facoltà e 48 dipartimenti. Si ridisegna tutto. All'inizio dell'anno accademico 2012, il riferimento saranno soltanto i dipartimenti e ogni dipartimento sarà costituito da minimo 50 docenti (è stata alzata la soglia di 40 prevista dalla legge). Grandi facoltà come Scienze e Ingegneria si divideranno in vari dipartimenti. Si prevedono due dipartimenti per Lettere, Lingue e Giurisprudenza. Le altre facoltà ne prevedono uno.  Il consiglio d'amministrazione sarà costituito da dieci membri di cui due esterni. Ne faranno parte il rettore (che presiede il cda, mentre in altri atenei hanno seguito l'opzione che sia uno degli esterni a presiederlo), due studenti, un rappresentare del personale tecnico-amministrativo, quattro docenti (eletti senza discriminazione di fascia). Il cda diventa l'organo più rappresentativo e deciderà la programmazione didattica e il futuro (se attivare o fare cessare) dei corsi di laurea. Tuttavia, nella stesura dello statuto, la commissione è stata molto attenta a cercare di equilibrare i poteri fra i due maggiori organi, il cda e il senato il quale sarà costituito da 25 membri, di cui 18 docenti eletti (fra cui solo 6 sono direttori di dipartimento, anch'essi eletti). Cambiano anche le regole per l'elezione del rettore dove il peso del personale tecnico amministrativo sarà superiore rispetto a prima, anche se reterà determinante il voto del corpo docente.

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