Il Tirreno

Pisa

IL TESTO

Ai professori vietato accettare doni

Pizzorusso
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Pizzorusso

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 PISA. Per la prima volta nella sua storia, l'università di Pisa vara un codice etico che riguarda tutto il personale accademico: dai docenti agli studenti, dal personale ai collaboratori. Il testo, che è stato redatto da una commissione coordinata dall'insigne costituzionalista Alessandro Pizzorusso, si compone di 24 articoli suddivisi tra le sezioni dei principi fondamentali, delle regole specifiche e delle disposizioni attuative. Le norme rendono espliciti i diritti e i doveri morali che devono fare da guida. Il principio della parità di trattamento, la valorizzazione del merito, il riconoscimento della rilevanza sociale della ricerca, oltre che della libertà di insegnamento, ricerca e studio, costituiscono alcuni degli aspetti fondamentali del codice etico.  Ed ora passiamo in rassegna alcuni dei principi del codice. Nell'articolo 4 dove si parla della valorizzazione del merito dei concorsi, troviamo scritto che "le singole articolazioni interne dell'Università e le commissioni giudicatrici di concorsi, di esami o di altre procedure simili sono tenute al rispetto di criteri di valutazione fondati sul merito. Sono censurabili le azioni di chi non si adoperi per favorire ingiustamente un candidato non meritevole".  Nell'articolo 8 (abusi e fastidi sessuali) si legge che "l'Università di Pisa non tollera fastidi e abusi di natura sessuale in quanto lesivi della dignità umana...".  Nell'art. 14, il codice prende in esame i temi del nepotismo e del favoritismo di cui l'Università di Pisa si oppone ad ogni forma in quanto "contrastanti con la corretta valorizzazione del merito, l'onestà, l'integrità, la professionalità e le libertà accademiche, l'equità, l'imparzialità e la trasparenza, e richiede ai professori, ai ricercatori e ad ogni altro membro dell'università di astenersi da tale costume".  E sugli esami si fa divieto ai professori (come è accaduto) "di subordinare il sostenimento e il superamento degli esami di profitto all'acquisto di uno o più libri da parte degli studenti".  E sempre ai docenti si fa divieto di accettare doni che potrebbero influenzare la loro attività.

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