Il Tirreno

Pisa

Milleduecento chilometri di cammino per visitare la Terra Santa

Calci-Gerusalemme a piedi

Pierluigi Ara
<b>CALCI.</b> Mario Messerini
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CALCI. Mario Messerini

Il pellegrinaggio di tre pisani zaino in spalla

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 CALCI. A piedi, da Calci a Gerusalemme. Zaino in spalle, 1200 chilometri, passo più passo meno. Partenza da casa, piazza della Propositura, alle 6 del 1º agosto e arriuvo nella città dove è morto Gesù, prevedibilmente il 19 settembre.  Cinquanta giorni di cammino, media giornaliera 30-35 km. Si accinge a intrapendere l'impresa Mario Messerini, 70 anni, pensionato, già direttore del consorzio agrario di Pisa, una laurea in economia e commercio. Si unisce a lui nello straordinario pellegrinaggio l'amico Orlando Chiavacci, 67 anni, pisano, dirigente d'azienda. E una terza persona si aggregherà strada facendo, a Cassino. Si tratta di Stefano Soldani, 62 anni, originario di Forcoli, che opera nel campo del recupero e della riabilitazione in psichiatria. Domenica 31 luglio, nella pieve romanica, don Antonio Cecconi impartirà una speciale benedizione a Messerini il quale ha intitolato il viaggio "Sulle orme di San Ranieri". L'arcivescovo monsignor Giovanni Paolo Benotto ha espresso grande apprezzamento per la decisione di ripercorrere parte dell'itinerario gfatto dal patrono della città oltre secoli fa. «Mi anima una grande fede», ci dice Messerini, il quale ci accoglie nella sua abitazione nel cuore della Valle Graziosa. È sereno, sorridente e per nulla preoccupato per le incognite e le difficoltà che riveste pur sempre quella che si annuncia come una grande avventura. «Del resto - confida - sono stato a piedi due volte a San Jacopo in Compustela muovendo dai Pirenei per raggiungere la tomba dell'apostolo Giacomo, quasi all'estermo lembo occidentale della Spagna. Mi sono detto se ho pregato sulla tomba dell'apostolo di Gesù, perché non dovrei farlo sulla tomba di Cristo? Ecco il proposito che metto in atto». «A Gerusalemme - continua - incontrerò mia moglie Paola, che arriverà in aereo; torneremo a Calci insieme. Le soste negli ostelli sulla via Francigena e poi si vedrà....». Dopo Roma, sempre a piedi, verso Brindisi, via Benevento, costeggiando la via Appia. Quindi in nave al Pireo, poi Cipro per sbarcare ad Acrìin Israele, vicino a Haifa. Da qui il percorso attraverso la Galilea, Nazareth, Monte Tabor, Ponte delle Beatitudini, lago di Tiberiade scendendo lungo il Giordano, verso sud, fino a Gerico per arrivare poi a Gerusalemme, al santo sepolcro, con successiva e immancabile tappa a a Betlemme, in Palestina. Nello zaino "più leggero possibile", del peso di 10 kg, cellulare, macchina fotografica, tre cambi di biancheria, mantello anti pioggia, barrette energetiche e acqua. Non mancherà il taccuino sul quale appuntare fatti, situazioni, emozioni. Mario porta con sé la scritta lasciata dal figlio Stefano, perito 14 anni fa in un tragico incidente sulle Apuane: "I tuoi passi camminano su una strada, ma il tuo cuore deve battere sul mondo intero".  Messerini avrà primo compagno di viaggio Chiavacci, una vita dedicata al lavoro come dirigente commerciale di un'industria chimica. Commenta Chivacci: «Ci siamo conosciuti qualche tempo fa grazie ai nostri figli scout. Siccome non siamo pantofolai davanti il televisiore, abbiamo preso a fare allenamento insieme. Denominatori comuni la fede cristiana e la passione per le scarpinate». «Anche io - aggiunge - sono stato a Santiago in Compostela. Ne ho ricavato un'esperienza indimenticabile che rimarrà nel mio cuore e nella mia mente tutta la vita. Ora la meta è Gerusalemme. Credo che sia il massimo».

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