Il Tirreno

Pisa

Anche gli immigrati temono i furti

Francesco Loi
Immigrato in una fabbrica della zona
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Immigrato in una fabbrica della zona

Gli stranieri regolari vogliono più poliziotti e carabinieri nelle strade

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 PISA. Sicurezza e stranieri, un connubio immediato. Ma gli "altri" stranieri, ovvero gli immigrati regolari, quelli che sul territorio vivono, lavorano, mandano a scuola i figli, cosa ne pensano di questo problema, della insicurezza reale o troppo percepita? Molti i punti di contatto con il pensiero degli italiani. A livello di paure, di cause di queste paure. Magari con qualche preoccupazione in meno.  Questi e altri spunti sono contenuti in una sezione della ricerca su sicurezza urbana, immigrazione e coesione sociale svolta dall'Osservatorio sociale provinciale e dal Dipartimento di statistica e matematica applicata all'economia dell'Università.  Un punto di vista, quindi, in qualche modo rovesciato. All'indagine hanno risposto 236 stranieri, metà dei quali residenti a Pisa.  L'identikit del campione intervistato si completa così: il 50% è coniugato o convivente, ha tra i 25 ed i 39 anni; il 16% proviene dal Senegal e il 15% dal Marocco, poi Cina e Filippine. Medio-alto il livello di scolarità: il 33% possiede il diploma di media superiore e il 29% ha una laurea. Nel 42% dei casi si tratta di lavoratori, otto su dieci dipendenti.  Tra le risposte più frequenti alla domanda "che cosa significa per te integrazione?" emergono: «Imparare a utilizzare la lingua italiana», ma anche «entrare a far parte del tessuto sociale italiano». Ma si ritengono integrati o no? Il 71% si sente pienamente (26%) o abbastanza (45%) inserito, il 22% poco e solo il 7% non si sente integrato.  E' anche vero che è ampia la quota di coloro cui è capitato di sentire frasi o subire atteggiamenti contro gli stranieri: il 62% degli intervistati. Ci sono anche altri numeri che invitano a riflettere: il 42% dichiara di sentirsi ignorato o evitato, il 41% si è visto rifiutare qualcosa solo perché straniero (una casa in affitto, l'ingresso in un locale, la vendita di qualcosa).  Venendo nello specifico alla percezione della sicurezza nella zona in cui l'immigrato risiede, il camminare da soli per strada (di giorno) non genera timori (89,5%). Ma nel buio della notte, così come per gli altri cittadini, la percezione di sicurezza tende rapidamente ad attenuarsi: solo il 25% si sente molto tranquillo. Le più insicure sono le donne (32%).  Riguardo ai fenomeni più evidenziati dagli stranieri, il 37% dichiara di vivere in una zona in cui sono spesso o abbastanza presenti vagabondi o senza fissa dimora, il 31% dichiara di vedere spesso o qualche volta atti di vandalismo contro i beni pubblici, il 27% ritrova siringhe per terra. Anche questi dati non si discostano molto dalla percezione dei pisani.  La paura della criminalità influenza le loro abitudini. Se la maggior parte (84%) dice di non portare mai con sé alcun oggetto per difendersi, mettere la sicura alle portiere dell'auto è molto frequente (31%). E i reati più temuti? Il 41% ha paura di subire una truffa (o un imbroglio), il 39% scippi e borseggi, il 37% invece di essere derubato nella propria abitazione.  Tra quelli che hanno subito un reato, si ferma al 49% il numero di coloro che hanno fatto formale denuncia.  Rispetto al 2009 il 62% dei rispondenti ritiene che la percezione della sicurezza sia rimasta invariata, mentre il 29% la giudica in diminuzione e il 9% in aumento. Il 60% sostiene di vivere in una città a basso rischio di criminalità.  Ma gli stranieri quali soluzioni propongono? Il 18% circa auspica il potenziamento delle polizie locali, il 14% un miglioramento della qualità della città (strade, illuminazione, arredo urbano), il 12% l'attivazione di politiche di prevenzione della criminalità ed il 10% una maggiore certezza delle pene. Poco utile è ritenuto promuovere le ronde (5% circa).

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di Redazione Pisa