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A giugno un giovane rumeno morì nello stesso modo

Donatella Lascar

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 PISA. Un'altra tragedia del genere era avvenuta nel pomeriggio dello scorso 2 giugno. Un altro straniero, un trentenne rumeno, un pomeriggio era rimasto gravemente ustionato mentre tentava di prelevare del rame dai cavi elettrici di una cabina tuttora attiva all'interno della ex fabbrica Siticem, alla Vettola.  A dare l'allarme furono alcuni abitanti della zona che avvertirono un boato e del fumo e poi videro fuggire delle persone dalla fabbrica. La cabina presentava dei segni di scasso e, per terra, c'erano anche degli attrezzi serviti per forzare la porta. I vigili del fuoco sentirono dei lamenti arrivare dal sottosuolo, ma raggiungere il posto fu un'impresa. Dovettero infatti passare per un cunicolo largo quaranta centimetri e lungo cinque metri. Quando arrivarono, l'uomo era ancora vivo ma presentava ustioni su tutto il corpo. Pronunciò solo poche parole, ma non disse come si chiamava. Era rimasto folgorato mentre con un seghetto cercava di tagliare un cavo da 15mila volts perfettamente attivo, operazione che lasciò al buio per ore quasi l'intero nquartiere di Porta a Mare. Morì il giorno dopo, al centro ustioni dell'ospedale, dove era stato ricoverato, mentre si indagava per risalire ai suoi complici.  I furti di rame sono diventati un business sempre più fiorente dati gli altisismi prezzi di quello che ormai è chiamato l'oro rosso (vale sei euro al chilo). Secondo il mensile Polizia Moderna, cimiteri, chiese, zuccherifici, industrie e linee ferroviarie sono i luoghi preferiti dai ladri di rame.

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