Sicurezza
Scoperto deposito di borse con false griffes
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Alcune delle borse sequestrate dalla guardia di finanza Sequestrati più di 14mila pezzi, denunciati una coppia di cinesi e un senegalese
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PISA. Colpo della guardia di finanza al cuore della distribuzione dei prodotti taroccati, al vertice della filiera del falso. Seguendo infatti dei venditori ambulanti senegalesi che imperversano in zona Duono con oggetti recanti false griffes, totalmente taroccati, gli uomini delle fiamme gialle sono arrivati in un certo senso a ricostruire la filiera e a mettere le mani su un depositivo, affittato da alcuni cinesi ad Ospedaletto. Qui sono stati sequestrati più di quattordicimila pezzi, per lo più roba in pelle, borse e portafogli, con marchi falsi della casa di mode Louis Vuitton. Gli uomini nel nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, al comando del colonnello Maurizio Innocente, seguendo vari ambulanti abusivi che operano per lo più nella zona del Duomo e dintorni, sono arrivati sulle tracce di una coppia di cinesi, un uomo e una donna. L'altra mattina hanno assistito allo scambio di merce fra un giovane venditore senegalese e la coppia. I due cinesi hanno prelevato dal deposito di Ospedaletto diverso materiale che poi hanno caricato su una station wagon e poco dopo consegnato al senegalese, con cui si erano dati appuntamento sempre nella zona industriale: lui ha dato loro 1.200 euro in contanti, loro gli hanno consegnato 900 oggetti. A quel punto sono entrati in azione gli uomini delle fiamme gialle che hanno sequestrato i soldi, gli oggetti e la macchina. Il controllo è seguito nel magazzino di Ospedaletto, un capannone preso in affitto in forma anonima (non si tratta infatti di una attività denunciata legalmente) e qui sono stati sequestrati altri 13.200 articoli, sempre per lo più pellame, fra cui anche 5 rotoli enorme di pelle e stoffa che imitano i prodotti della casa Vuitton. Il senegalese e i due cinesi sono stati denunciati alla procura per ricettazione, contraffazione ed immigrazione clandestina. Lo scambio è avvenuto lontano dal magazzino proprio per non far scoprire dove fosse il punto reale del rifornimento. Ma non è escluso che nella zona ci siano altri magazzini di questo tipo, anche perché il rifornimento ai numerosi ambulanti operanti stranieri e abusivi in centro e sulla costa è continuo e massiccio.
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