Il Tirreno

Pisa

«Dobbiamo ancora riscuotere gli aumenti contrattuali e gli straordinari per il lavoro in Abruzzo e sul Serchio»

Pompieri pronti a pignorare i beni del ministero

Pompieri pronti a pignorare i beni del ministero

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 PISA. Lunedì il capo dipartimento dei vigili del fuoco, il prefetto Francesco Paolo Tronca, era a Pisa per sottoscrivere un accordo per formare un team anti calamità. Insieme, vigili del fuoco, medici ed infermieri lavoreranno gomito a gomito in missioni internazionali.  Mentre alcuni colleghi opereranno all'estero in situazione di emergenza, però - denunciano i sindacalisti di Cisl Fns - i vigili del fuoco di tutta Italia faticano a gestire persino l'ordinario servizio nelle città.  Perché sono pochi: solo nel comando di Pisa, secondo una stima del sindacato, sarebbero necessari altri 32 pompieri. La carenza di organico si riflette anche sul servizio: quest'estate, sul litorale, il comando non potrà inviare nemmeno una squadra stanziale, come invece faceva negli anni scorsi. Stime che non coincidono con quelle del prefetto Tronca, per il quale nel comando provinciale di Pisa presterebbero servizio ben 13 vigili del fuoco oltre il necessario.  I pompieri sono senza un euro. «I tagli operati dal Governo hanno ridotto i già magri bilanci del corpo, lasciando i comandi nell'imbarazzo di non sapere come riuscire a pagare i fornitori addetti alla manutenzione dei mezzi di soccorso, ma soprattutto senza risorse necessarie all'acquisto del carburante», denuncia il segretario regionale aggiunto della Cisl Fns, il pisano Fabio Bargagna. Nel cahier de doléances anche la mancanza di certezze nei passaggi di qualifica. Infine, il contratto di lavoro: nonostante sia stato firmato con quasi due anni di ritardo (e già allora il rinnovo era scaduto) non è stato ancora applicato. Risultato: i vigili del fuoco aspettano da sei mesi di percepire l'aumento in busta paga e da più di un anno gli straordinari per gli interventi in Abruzzo e nelle zone alluvionate dal Serchio.  «La Cisl Fns di Pisa non esclude di chiedere il pignoramento e la messa all'asta dei beni del ministero dell'Interno per consentire il rientro delle somme dovute», annuncia Andrea Nardi, della segreteria del sindacato.

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