Italia
Da tutta Italia per studiare a Pisa
Lucia Maffei
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Un gruppo di giovani chiede informazioni per immatricolarsi alluniversità Parte Matricolandosi, professioni sanitarie e ingegneria fanno boom
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PISA. Tutti in fila per iscriversi all'università, con un obiettivo ben preciso: trovare subito lavoro. Tra i ragazzi che hanno affollato il centro Matricolandosi nel primo giorno di apertura - ieri sono stati più di cento, compresi una decina dall'estero (Albania, Tunisia, Perù ed Estonia) - va forte l'area delle professioni sanitarie, ma non mancano i futuri ingegneri e gli appassionati di biotecnologie. Qualcuno ancora indeciso sulla facoltà si avventura in via Buonarroti per saggiare il terreno, altri si allontanano con in mano il libretto nuovo fiammante. I più meditano preoccupati sui test d'ingresso. «Per Logopedia ci sono soltanto 12 posti - racconta Carla Pilia, di Oristano - Sto facendo molti test per prepararmi, e intanto sono venuta a Pisa a vedere la città insieme alla mia famiglia». Carla è accompagnata dal padre Stefano, dalla madre Carmela e dalla sorellina Claudia, che ne approfittano per una breve vacanza. L'area sanitaria è il sogno anche della pisana Gabriela Corda, che racconta di una passione nata a quattordici anni: «La mia nonna era stata ricoverata, e in quell'occasione sono rimasta molto colpita dalla dolcezza delle infermiere che cercavano in tutti i modi di farla stare meglio. In seguito ho fatto uno stage all'ospedale di Cisanello organizzato dall'istituto tecnico Gambacorti, la mia scuola, e allora mi sono decisa a tentare il test per Infermieristica». Lo stesso test d'ingresso preoccupa Martina Giusti, di Cascine di Buti: «Ho fatto il liceo linguistico e ho una preparazione diversa, studio sui libri di chimica e fisica che mi ha prestato un'amica». Da Agrigento arriva Francesco Porcini, 18 anni, alle spalle una famiglia di ingegneri. «La mia scelta iniziale era Medicina - racconta Francesco, che ha la maturità classica - ma alla fine hanno prevalso il sangue e i consigli dei genitori. Studierò Ingegneria biomedica per occuparmi di protesi e organi artificiali, un argomento che mi affascina e sicuramente avrà un grande sviluppo nel prossimo futuro». Rebecca Saviozzi, appena diplomata al liceo Buonarroti, è ancora indecisa tra Biotecnologie, Scienze biologiche e Informatica, ma ha già chiaro che si fermerà alla laurea triennale. «Mi aspetto di avere subito uno sbocco perché sono tutte facoltà scientifiche - spiega - Il mio unico sogno nel cassetto è finire presto e trovare immediatamente un posto fisso». Due ragazzi calabresi seduti sulle scale fanno lo stesso ragionamento. Fabio Bertolini ha deciso per Ingegneria civile, il suo amico Salvatore Circosta per Ingegneria aerospaziale. «Penso di fare Ingegneria aerospaziale - spiega Salvatore, di Gioia Tauro - perché offre sbocchi lavorativi sicuri e più interessanti di Ingegneria meccanica, e perché ci sono esami molto specifici fin dai primi anni, al contrario di altri atenei come Milano e Torino». Alla domanda se la difficoltà dello studio non lo spaventi Salvatore risponde con un sorriso: «Mi spaventa di più fare la spesa, pulire la casa e gestirmi da solo».
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