La manifestazione
Barista di via Cammeo si fa riprendere mentre vende senza licenza per strada
Venditore abusivo per protesta, denuncia la concorrenza sleale
Antonio Scuglia
◗
CANDID CAMERA Turisti in fila dal finto abusivo 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Un abusivo più, un abusivo meno, cambia poco. Ma questo è particolare. Singolare protesta di un barista di via Cammeo, a due passi dalla Torre: Antonio Battistoni, 34 anni, ha preso una cassetta, l'ha riempita di bibite e gelati... ed è uscito fuori dal suo stesso bar facendo finta di essere un venditore abusivo. «Mi sono piazzato su un marciapiede, attendendo il passaggio dei turisti, con un amico che mi fotografava». Risultato? Nessuna sorpresa: i passanti si fermavano e chiedevano di acquistare. «Solo che ho dovuto spiegare loro che sitrattava di una specie di candid camera - spiega, - altrimenti sarei stato io stesso a commettere un atto punibile, vendendo su suolo pubblico senza permesso e senza scontrini». Battistoni non è "sindacalizzato" («volutamente», afferma) nè vuole scatenare chissà quale polemica. ma spiega pacatamente: «Nella strada dove si trova il mio bar, fra le bancarelle ufficiali e i venditori improvvisati, non c'è molto spazio. E purtroppo alcuni degli abusivi che vendono orologi, occhiali ed altro, si mettono davanti all'ingresso del bar o seguono passo passo i turisti all'interno, creando una specie di imbuto». Continua il giovane: «Non sono così ingenuo da credere che la causa della crisi siano loro, ma vi assicuro che tantissimi potenziali clienti, quando arrivano e vedono l'ingresso sostanzialmente occupato, preferiscono cercare un posto più "libero" dove consumare, magari in un'altra piazza o in un'altra via». Il problema è che, data questa difficoltà, il giro d'affari non è quello che si potrebbe pensare. «Io entro al lavoro alle 5 di mattina e chiudo alle 8 di sera - spiega Battistoni, che non è un novellino del mestiere visto che lo esercita da nove anni: - mi piacerebbe fare qualche pausa e assumere qualcuno che mi aiuti, ma ora non posso permettermelo. Ci sono due ragazze part-time, c'è l'affitto da pagare e semplicemente, se si aumenta uno stipendio non si arriva in fondo al mese». Cosa chiede Battistoni? «Un po' di comprensione per i problemi miei e di chi lavora nelle stesse condizioni. Con questi ragazzi ci parlo, i più "anziani" capiscono ma i più giovani non sempre sono disposti a capire che anche noi dobbiamo lavorare. I vigili e la polizia ci sono, ma con le forze attuali possono solo sorvegliare che non succedano incidenti». Di qui l'idea: «Un giorno mi sono detto: proviamo a fare almeno un po' di folklore».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
