Il Tirreno

Pisa

Gli universitari contestano la gestione e l’utilizzo degli spazi e chiedono «il ripristino di un clima di sicurezza e ordine»

Alcol e droga in facoltà, appello alla Gelmini

Tommaso Venza
Lisa Sintoni consegna la lettera-denuncia alla Gelmini
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Lisa Sintoni consegna la lettera-denuncia alla Gelmini

Scienze politiche, consegnata al ministro una lettera-denuncia dagli studenti del Pdl

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 PISA. «A scienze politiche la situazione è disastrosa: in aula droga, alcolici e cani». L'attacco è firmato dal movimento universitario Studenti per le Libertà, che sulla vicenda ha anche richiesto l'intervento diretto del ministro Gelmini, «dopo - aggiungono - essere stati ripetutamente ignorati sia dal preside della facoltà che dal rettore dell'Università di Pisa».  «Segnaliamo la pittoresca e imbarazzante situazione - dice Lorenzo Paladini del coordinamento provinciale Studenti per le Libertà - in cui versa da anni la facoltà. Come consentito dal regolamento di Ateneo, è possibile per i ragazzi usufruire di spazi ed aule in cui ritrovarsi per studiare e svolgere altre attività. Questa opportunità ci viene costantemente negata. C'è un'aula, la "R", occupata da giovani estremisti di sinistra, in cui sono svolte attività tutt'altro che costruttive. All'interno vi si possono trovare biciclette, cani e, cosa peggiore, la circolazione di alcolici e droghe».  Il responsabile della portineria sembrerebbe non avere voce in capitolo, «schiavizzato dagli occupanti - dicono - le cui minacce riuscirebbero a tenere lontane dall'aula tutte le persone non facenti parte della loro cerchia».  Qualche mese fa, riporta ancora il ragazzo, «durante le elezioni per i consigli di facoltà alcuni che svolgevano volantinaggio sono stati aggrediti e hanno subito intimidazioni. Abbiamo dovuto continuare scortati dalla Digos. Non capisco perchè dobbiamo continuare a tollerare un comportamento così».  Nei giorni scorsi, alla festa nazionale Azione Universitaria Dedalo di Viareggio, un rappresentante di Studenti per le Libertà ha consegnato al ministro Gelmini una lettera in cui si richiede il suo intervento «per continuare a garantire un clima democratico e di sicurezza, e ristabilire l'ordine nella facoltà».

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