Sicurezza
Stupro in centro, tutto falso: la ragazza se lo è inventato
Pisa, pochi giorni dopo la denuncia della diciannovenne, emerge che l'episodio non è avvenuto. La procura conferma: "Non ci sono riscontri". A smentire le sue parole anche le immagini delle videocamere
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PISA. Non c'è stato alcuno stupro in centro a Pisa. A pochi giorni dall'allarme lanciato da una diciannovenne, che aveva denunciato di essere stata violentata da tre nordafricani, nella notte tra lunedì e martedì, in piazza Santa Caterina, emerge chiaro che l'episodio non è mai avvenuto.
«Non ci sono riscontri a quanto raccontato dalla ragazza», spiegano dalla procura dopo che il pm Miriam Pamela Romano ha ascoltato la ragazza. In lacrime, psicologicamente e fisicamente prostrata, la giovane ha ritrattato tutto. Due mi tenevano ferma su una panchina - aveva raccontato alla Polizia - mentre un terzo abusava di me: in realtà quei tre ragazzi non esistono.
A non tornare sono gli orari, ma uno dei riscontri più oggettivi sono le immagini di una videocamera installata in piazza Santa Caterina: si vede una notte ventosa ma tranquilla, c'è anche il passaggio della ragazza che si ferma a parlare con alcuni ragazzi, ma niente altro. Anche dal generico referto stilato al pronto soccorso non sarebbero emersi particolari segni di violenza. Il mosaico a poco a poco si è ricomposto man mano che gli inquirenti non trovavano riscontri al racconto della ragazza, solo contraddizioni. Di fronte all'evidenza non ha potuto che ammettere la clamorosa menzogna.
Che cosa l'ha spinta a raccontare una storia tanto orribile quanto inventata? La notizia dello stupro aveva colpito profondamente l'immaginario dei pisani. Si erano levate proteste contro una città ostaggio dei criminali, era stata organizzata una fiaccolata dei cittadini per le strade del centro, ora annullata. Anche il sindaco Filippeschi era tornato a chiedere con forza al ministro Maroni più carabinieri e poliziotti per le strade. E la politica aveva avuto un sussulto, con il Consiglio comunale che votava all'unanimità una mozione d'urgenza per costituirsi parte civile in un eventuale procedimento a carico dei responsabili dello stupro.
Forse la ricerca di attenzione, dopo una storia d'amore appena finita? Forse il tentativo di giustificare il ritardo con cui si era presentata quella notte all'appuntamento con la madre, inventando una storia così, senza soppesare la gravità e le conseguenze di quel racconto? Ora richia due denunce: per falso e per procurato allarme.
«Non ci sono riscontri a quanto raccontato dalla ragazza», spiegano dalla procura dopo che il pm Miriam Pamela Romano ha ascoltato la ragazza. In lacrime, psicologicamente e fisicamente prostrata, la giovane ha ritrattato tutto. Due mi tenevano ferma su una panchina - aveva raccontato alla Polizia - mentre un terzo abusava di me: in realtà quei tre ragazzi non esistono.
A non tornare sono gli orari, ma uno dei riscontri più oggettivi sono le immagini di una videocamera installata in piazza Santa Caterina: si vede una notte ventosa ma tranquilla, c'è anche il passaggio della ragazza che si ferma a parlare con alcuni ragazzi, ma niente altro. Anche dal generico referto stilato al pronto soccorso non sarebbero emersi particolari segni di violenza. Il mosaico a poco a poco si è ricomposto man mano che gli inquirenti non trovavano riscontri al racconto della ragazza, solo contraddizioni. Di fronte all'evidenza non ha potuto che ammettere la clamorosa menzogna.
Che cosa l'ha spinta a raccontare una storia tanto orribile quanto inventata? La notizia dello stupro aveva colpito profondamente l'immaginario dei pisani. Si erano levate proteste contro una città ostaggio dei criminali, era stata organizzata una fiaccolata dei cittadini per le strade del centro, ora annullata. Anche il sindaco Filippeschi era tornato a chiedere con forza al ministro Maroni più carabinieri e poliziotti per le strade. E la politica aveva avuto un sussulto, con il Consiglio comunale che votava all'unanimità una mozione d'urgenza per costituirsi parte civile in un eventuale procedimento a carico dei responsabili dello stupro.
Forse la ricerca di attenzione, dopo una storia d'amore appena finita? Forse il tentativo di giustificare il ritardo con cui si era presentata quella notte all'appuntamento con la madre, inventando una storia così, senza soppesare la gravità e le conseguenze di quel racconto? Ora richia due denunce: per falso e per procurato allarme.
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