Sicurezza
La Casa del consumatore mette sotto accusa Sepi e vigili urbani
Multato e costretto a pagare per un errore fatto alle poste
Candida Virgone
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PISA. Gli fanno una multa, il 4 novembre dell'anno scorso alle 9, in via Risorgimento 4. Il signor Alessandro Scalzini, pensionato, che abita in via Roma, aveva parcheggiato in divieto di sosta e, ligio, va a pagare subito. Per non aver problemi: dice. La contravvenzione è di trentotto euro, ma l'ufficiale postale sbaglia e, anziché far pagare 38 euro com'è scritto sul bollettino, scrive 35 e fa pagare 35 all'utente, 3 euro meno del dovuto. Il quale sei mesi dopo si vede recapitare la stessa multa da pagare con in più i previsti 13 euro di sovrattassa per non aver pagato nei tempi opportuni, cioè i sei giorni dopo l'apparizione del foglietto rosa sotto il tergicristalli dell'auto; insomma 52 euro in tutto. «Il signor Alessandro fa la spola per settimane fra i vigili urbani e la Sepi - racconta Paolo Feroci, della Casa del consumatore, ma lo rimandano da Ponzio a Pilato, promettono di risolvere la cosa e poi concludono, finalmente, che riconoscono e accettano la prima multa, ma che vanno pagati i tre euro che mancano, più la famosa sovrattassa». «Vi do i 3 euro - risponde imbufalito Alessandro - e la facciano finita, ma non posso pagare anche la sovrattassa se sono stato ligio al dovere: non è per l'importo, ma per una questione di principio». A sua discolpa Scalzini porta a Sepi e vigili urbani una dichiarazione scritta dell'ufficiale postale che ammette la sua colpa: è stato lui a segnare l'importo sbagliato e quindi la responsabilità è sua, non dell'utente che ha pagato e intascato il bollettino senza farsi troppe domande sull'evenuale importo inferiore, anche perché è raro che accada di pagare meno, casomai si verifica il contrario. «Allora si faccia rimborsare dalle Poste»: è la risposta finale di Sepi e polizia municipale. «La burocrazia è burocrazia - commenta Feroci - ma a volte si può anche essere elastici e ragionevoli ed andare incontro alle esigenze di un cittadino che ha rispettato le regole e addirittura è andato a pagare la multa nel giorno stesso in cui gli è stata fatta». Noi giriano il quesito a Sepi e polizia municipale. Ma è proprio vero che non si può più far niente o è possibile trovare una scappatoia per un cittadino che si è attenuto ai suoi doveri e che invece, in questo modo, paga una tassa che forse veramente non gli è dovuta?
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