Proteste
Fi-Pi-Li, dal pedaggio non si scappa
Francesco Loi
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La Fi-Pi-Li ogni giorno deve sopportare notevoli flussi di traffico La Regione: i soldi pubblici non bastano più. Tutele per i pendolari
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PISA. Il pedaggio sulla Fi-Pi-Li arriverà. La decisione politica è ormai presa. Lo ha confermato l'assessore regionale Luca Ceccobao, ieri a Pisa, nella sede della Provincia, proprio per una sorta di cerimonia conclusiva sugli ultimi lavori effettuati sulla Fi-Pi-Li. E sempre ieri la commissione regionale mobilità, nell'aggiornare il piano della viabilità, ha inserito la realizzazione di uno studio di fattibilità per trasformare la Fi-Pi-Li in autostrada. Con il pedaggio, appare chiaro. Il punto è che le finanze pubbliche sono sempre meno consistenti. E certi maxi interventi di manutenzione, come quelli terminati di recente, diventeranno praticamente impossibili. Come rimediare? «Con la leva delle risorse private», è la soluzione prospettata da Ceccobao. Leva privata uguale pedaggio. Dunque, la prospettiva (o il timore, a seconda dei punti di vista) che girava da anni si sta concretizzando. «Dobbiamo porre la questione sotto una luce giusta - dice Ceccobao - pensando ad una strada che serva al cittadino e all'economia. In futuro, vista la situazione (non transitoria) della finanza pubblica, saremo sempre in grado di garantire certi flussi di finanziamento? Occorrono idee, perchè la Fi-Pi-Li, come altre strade, non può essere lasciata a lungo com'è, considerato tra l'altro che ogni anno l'intensità del traffico aumenta del 3,5%». Si spalancano le porte al pedaggio e non si fanno attendere le reazioni. La Provincia, con il presidente Andrea Pieroni, concorda sulla situazione complicata delle finanze pubbliche. Ma sottolinea: «Pensiamo a quella è che diventata per noi la Fi-Pi-Li, ovvero una sorta di tangenziale utilizzata dai pisani per lavoro e per studio, senza dimenticare i grandi servizi che collega (l'ospedale di Cisanello, l'aeroporto Galilei, i Navicelli). Il flusso dei pendolari deve essere sicuramente salvaguardato». Una Fi-Pi-Li a pagamento, argomenta ancora Pieroni, non avrebbe sul territorio un'alternativa. «La statale 67, la Tosco Romagnola, che corre parallela, non è più in grado di svolgere una funzione simile. Il territorio non dispone delle cosiddette complanari. Per tutti questi motivi la questione deve essere valutata in tutti i suoi aspetti, approfondita e gestita con particolare attenzione». Sulle forme di garanzia per i residenti concorda lo stesso Ceccobao: «E' necessario pensare ad un sistema tariffario che non penalizzi il traffico locale: è chiaro che c'è un equilibrio sociale da rispettare».
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