Trasporti
MULTA CHIESTA DUE VOLTE
Comune condannato dal giudice di pace
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PISA. Una donna di Calci, iscritta all'Associazione toscana a difesa dei consumatori, ha fatto ricorso al giudice di pace di Pisa assistita dall'avvocato dell'associazione, Emanuele Fusi. «La multa notificata - spiega il presidente Andrea Mion - riguardava una fantasiosa sosta in una zona riservata ai mezzi pubblici ("taxi e bus") in via Bigattiera, notoriamente priva di alcuna zona riservata ai bus». Ecco quindi il ricorso al giudice di pace Dario Bongiorno, che ha sentenziato a suo favore dichiarando di fatto nulla la multa e condannando il Comune al pagamento delle spese legali: 178 euro (sentenza 401/2011). La donna era soddisfatta, ma dopo un certo periodo si è vista recapitare a casa un'altra cartella (per la mancata dichiarazione dei dati e per... non aver pagato la multa annullata dal giudice di pace) questa volta di 256 euro (la precedente era di 91 euro). Presa dallo sconforto oltre che da nervosismo e preoccupazione (visto anche l'ammontare della cartella) si è rivolta nuovamente alla stessa associazione, ed ecco il nuovo ricorso, ancora vinto, davanti allo stesso giudice (sentenza 1100/2011). Il Comune in entrambi i casi, accorgendosi della palese irregolarità delle cartelle, aveva provveduto all'annullamento d'ufficio e quindi all'archiviazione. Ed ha dovuto pagare altri 178 euro. L'Atdc ora si rivolge alle istituzioni, «specialmente alla polizia municipale», chiedendo maggior attenzione nelle azioni svolte. «Già le famiglie sono in difficoltà economica - scrive - vista la grave crisi, la disoccupazione cresce ogni giorno, di pari passo con la chiusura di attività e l'aumento dell'indebitamento, mentre Equitalia è sempre più "un cappio al collo" per la classe media. Multe fantasiose (o totalmente inventate) e successivi aumenti che non tengono conto di sentenze precedenti rendono la pressione subita dai cittadini inaccettabile». Per info: www.toscanaconsumatori.it
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