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Pisa. Una finta aula all’aperto e sei comuni contro i tagli

Scuola, una protesta... di classecon i sindaci seduti tra i banchi

Scuola, una protesta... di classecon i sindaci seduti tra i banchi

Tagli, tagli e ancora tagli. Gli effetti del terzo anno di applicazione della riforma Gelmini-Tremonti sulle scuole dei sei comuni dell'area pisana (Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano e Calci) si possono riassumere così

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Tagli, tagli e ancora tagli. Gli effetti del terzo anno di applicazione della riforma Gelmini-Tremonti sulle scuole dei sei comuni dell'area pisana (Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano e Calci) si possono riassumere così. L'unico dato in aumento? Il numero degli studenti. E per discuterne si è scelta una cornice ad hoc: una finta "aula" all'aperto, con i sidnaci come scolari.

Trenta banchi bianchi e rossi, ciascuno con la sua sediolina blu, disposti in circa 50 metri quadri delle Logge dei Banchi. A completare l'arredo della finta classe così ricostruita, pari per dimensioni e affollamento a un'aula standard del prossimo anno scolastico, una lavagna, una cattedra e un mezzobusto di cartone della Gelmini con tanto di occhiali. L'iniziativa, un po' conferenza stampa, un po' dibattito e un po' flash mob, è stata organizzata dalla Conferenza dei sindaci per l'educativo dell'area pisana e dalla Provincia.

A turno prendono la parola esponenti delle istituzioni, dei sindacati, dei genitori, degli insegnanti e degli studenti e raccontano dal loro punto di vista gli effetti del terzo anno dell'era dei tagli sulla scuola pubblica. Secondo le cifre dell'Osservatorio scolastico provinciale, da settembre le scuole superiori dovranno cavarsela con 52 insegnanti in meno, a fronte di un aumento degli studenti pari a 153 unità.

«Il controsenso è evidente - commenta l'assessore all'istruzione del Comune di Pisa Marilù Chiofalo - non c'è alcun motivo che giustifichi la diminuzione degli insegnanti, soprattutto considerando l'aumento della domanda». Nelle scuole di ogni ordine e grado aumenterà dunque il numero di alunni per classe, che arriverà a 28, 29 e oltre. Un solo esempio: tre classi delle materne (è il caso delle scuole dell'infanzia Gamerra) saranno formate da 32 bambini piccoli ciascuna.

Con le conseguenze che si possono immaginare sia per gli insegnanti, costretti a seguire troppi studenti, sia per le stesse strutture scolastiche, che non prevedono una tale capienza.
Anche il personale ausiliario non passerà indenne dalla scure dei tagli targati Gelmini. Dal prossimo anno ci saranno infatti nell'area pisana settantanove assistenti amministrativi in meno.

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