Il Tirreno

Pisa

Il segretario dell’Anaao Gerardo Anastasio mette nel mirino anche i temi del turn over e della didattica per i giovani dottori

Ospedale, così la riorganizzazione non va

Carlo Venturini
L’ospedale di Cisanello
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L’ospedale di Cisanello

Critiche dal sindacato dei medici: troppi poteri al rettore e zero responsabilità all'Ateneo

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 PISA. Una bocciatura «senza se e senza ma» alla riorganizzazione dell'Azienda ospedaliera. E' quella che arriva dal sindacato dei medici dell'Anaao. Le motivazioni? «Dà troppi poteri al rettore e non prevede responsabilità dell'Ateneo in caso di perdite economiche dell'azienda».  In più «minimizza sul turn over dei medici», afferma Gerardo Anastasio, segretario aziendale dell'Anaao. «E' inaccettabile e non previsto dalle norme - aggiunge - che le decisioni del direttore generale siano costantemente soggette in snodi cruciali "all'intesa col rettore", come si legge in molti passaggi».  Anastasio precisa che in questo documento, una sorta di magna carta che regolerà il nostro ospedale, si dà troppo potere agli indirizzi e alle scelte del rettore. «Tutta la bozza - dice il sindacalista - è costellata di formule magiche del tipo "data l'inscindibilità della funzione di didattica, ricerca ed assistenza dell'Università". Diciture che spalancano di fatto la porta alla cogestione universitaria dell'azienda, con il risultato che per prendere decisioni importanti il direttore generale deve sempre acquisire il parere dell'Università, ma se ne assume da solo la piena responsabilità sul piano legale ed economico».  Inaccettabile, secondo Anastasio, «che ancora una volta non siano definite le modalità di compartecipazione dell'Università agli eventuali risultati economici negativi dell'azienda, come espressamente previsto da leggi nazionali, regionali e dai protocolli d'intesa con la Regione». Per l'Anaao, cioè, l'Università scompare «misteriosamente quando c'è da saldare il conto. E la questione viene rimandata a non meglio precisati atti regionali».  L'Anaao pone poi l'accento sull'invecchiamento dei medici e su chi formerà sul campo i giovani dottori. «Un nostro studio - spiegano - evidenzia come nei prossimi 5-6 anni andranno in pensione moltissimi medici ospedalieri in base alla cosiddetta "gobba pensionistica", ma la domanda è da chi i giovani dovrebbero imparare».  Secondo Anastasio la risposta è ovvia: «Dovrebbero imparare dall'Università: peccato però che spesso i colleghi più giovani imparino da chi si sporca le mani tutti i giorni e cioè dai medici ospedalieri». Stando a quanto riferisce il sindacato, ci sono precise norme di legge che prevedono la partecipazione alla didattica dei medici ospedalieri. «A Firenze, azienda mista come quella pisana - conclude Anastasio - è così da 5 anni: perché qui a Pisa l'argomento è ancora tabù?».

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