Sicurezza
«E la riduzione delle ore danneggia gli studi»
L.M.
◗
Michele Ceraolo Michele Ceraolo, coordinatore degli alunni, ha le idee chiare
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. E gli studenti? Non stanno certo a guardare. All'incontro sotto le Logge dei Banchi sul terzo anno dei tagli alla scuola ha preso la parola anche Michele Ceraolo, 16 anni, alunno della sezione D del liceo scientifico Dini e Coordinatore della federazione degli studenti. Ceraolo, maglietta Hard Rock Cafè bianca, ha detto la sua sugli effetti della riforma Gelmini davanti a sindaci, assessori, sindacalisti e insegnanti. E ha risposto alle nostre domande. Da quando segui attivamente i cambiamenti nel mondo della scuola? «Ogni anno in tutti gli istituti c'è un interesse da parte degli studenti che culmina nel periodo delle occupazioni. Poi tutto muore, e ogni azione sembra inutile. È stata la voglia di cambiare questo tipo di protesta che mi ha spinto a interessarmi attivamente alla riforma Gelmini e a cercare di capirla a fondo». Quale conseguenza della riforma ti ha colpito di più? «L'aumento degli studenti "ritirati", cioè di quelli che cambiano scuola a dicembre del primo anno delle superiori o poco dopo. Solo nella mia scuola, il liceo Dini, l'anno scorso sono stati una cinquantina. Credo che di questi 50 almeno 35 siano stati costretti a cambiare indirizzo di studi perché la diminuzione delle ore di lezione voluta dalla riforma impedisce un approccio graduale a materie complesse come matematica e fisica, e dunque mette in difficoltà studenti anche bravi. Gli insegnanti poi non ce la fanno a seguire i ragazzi in classi troppo affollate, dunque stare al passo è sempre più difficile». Credi che la riforma abbia degli aspetti positivi? «Solo in teoria. La razionalizzazione degli indirizzi di studio è in sé una buona mossa, ma l'estrema semplificazione impedisce alle scuole di trovare un equilibrio. Sempre al Dini ho saputo che la probabile attivazione dell'indirizzo di scienze applicate ha finito per mettere gli insegnanti l'uno contro l'altro. Tra i docenti delle materie scientifiche, tendenzialmente favorevoli, e quelli delle materie umanistiche, tendenzialmente sfavorevoli, è venuta meno qualsiasi forma di collaborazione. E le conseguenze nella didattica e nell'armonia di classe sono state spiacevoli». Quale obiettivo ti proponi come coordinatore della federazione studenti? «Per ora, studiare concretamente i dettagli della riforma e cercare di raggiungere una consapevolezza, perché un'eventuale protesta non può che partire da qui».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
