Finanza
Coreografica protesta sotto le Logge di sindaci, insegnanti, sindacati dellarea pisana
Così la riforma uccide la scuola
Lucia Maffei
In aumento gli studenti, ma si tagliano docenti e personale
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PISA. Tagli, tagli e ancora tagli. Gli effetti del terzo anno di applicazione della riforma Gelmini-Tremonti sulle scuole dei sei comuni dell'area pisana (Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano e Calci) si possono riassumere così. L'unico dato in aumento? Il numero degli studenti. Secondo le cifre dell'Osservatorio scolastico provinciale, da settembre le scuole superiori dovranno cavarsela con 52 insegnanti in meno, a fronte di un aumento degli studenti pari a 153 unità. «Il controsenso è evidente - commenta l'assessore all'istruzione del Comune di Pisa Marilù Chiofalo - non c'è alcun motivo che giustifichi la diminuzione degli insegnanti, soprattutto considerando l'aumento della domanda». Nelle scuole di ogni ordine e grado aumenterà dunque il numero di alunni per classe, che arriverà a 28, 29 e oltre. Un solo esempio: tre classi delle materne (è il caso delle scuole dell'infanzia Gamerra) saranno formate da 32 bambini piccoli ciascuna. Con le conseguenze che si possono immaginare sia per gli insegnanti, costretti a seguire troppi studenti, sia per le stesse strutture scolastiche, che non prevedono una tale capienza. Anche il personale ausiliario non passerà indenne dalla scure dei tagli targati Gelmini. Dal prossimo anno ci saranno infatti 79 assistenti amministrativi in meno. Per discutere come affrontare questo preoccupante quadro si è scelta una cornice ad hoc: trenta banchi bianchi e rossi, ciascuno con la sua sediolina blu, disposti in circa 50 metri quadri delle Logge dei Banchi. A completare l'arredo della finta classe così ricostruita, pari per dimensioni e affollamento a un'aula standard del prossimo anno scolastico, una lavagna, una cattedra e un mezzobusto di cartone della Gelmini con tanto di occhiali. L'iniziativa, un po' conferenza stampa, un po' dibattito e un po' flash mob, è stata organizzata dalla Conferenza dei sindaci per l'educativo dell'area pisana e dalla Provincia. A turno prendono la parola esponenti delle istituzioni, dei sindacati, dei genitori, degli insegnanti e degli studenti e raccontano dal loro punto di vista gli effetti del terzo anno dell'era dei tagli sulla scuola pubblica. «Uno degli aspetti che ci lasciano più amareggiati - ha esordito Eleonora Aquilini del Centro di iniziativa democratica degli insegnanti - è la decadenza della didattica in laboratorio, fondamentale per suscitare l'entusiasmo dei ragazzi, ma sempre più sacrificata per la diminuzione dei docenti tecnico-pratici». Un ricordo dell'educatore Don Lorenzo Milani arriva dall'assessore provinciale all'istruzione Miriam Celoni. Tutti seduti in prima fila sindaci e assessori dell'area pisana, che hanno calato nel territorio i problemi della scuola. Un caso particolare quello di Calci. «Abbiamo 30 bambini in lista d'attesa per la scuola d'infanzia, un numero enorme in rapporto agli abitanti», racconta il sindaco Bruno Possenti. «Il fatto è che a Calci c'è stato enorme incremento della popolazione dovuto ai trasferimenti, quasi tutti di giovani coppie con bambini in età scolare. Ci vorrebbero più insegnanti e più investimenti». Sulla stessa linea gli interventi degli assessori Matteo Ferrucci per Vicopisano, Fabiano Martinelli per San Giuliano Terme, Lorenzo Del Zoppo per Vecchiano e Silvia Innocenti per Cascina. La conclusione al sindaco di Pisa Marco Filippeschi: «Pisa e l'area pisana vivono dell'eccellenza del sistema formativo. Se non lo difendiamo noi, chi lo farà?»
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