Il dolore
L’analisi congiunturale. I dati del primo trimestre 2011 segnano anche un aumento dell’inflazione superiore alla media
Commercio, continuo declino che fa paura
◗
Le vetrine dei negozi di questi giorni con i saldi estiviIn città peggio che in Toscana e Italia, ancora calo e malissimo l'abbigliamento
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Elevata disoccupazione, ricorso ancora massiccio alla cassa integrazione, dinamica salariale in deciso rallentamento e un'inflazione che in questa provincia raggiunge il 2,5 per cento. È questo il quadro nel quale si inseriscono i risultati non certo lusinghieri sul commercio al dettaglio della provincia di Pisa nel primo trimestre 2011. A destare forte preoccupazione non è solo la tredicesima contrazione consecutiva delle vendite al dettaglio (-2,5% tendenziale) ma anche lo scarto negativo rispetto alla Toscana (-1,7%) e, più in generale, all'Italia (-1,9%). A Pisa inoltre, non diversamente da altri territori, le vendite languono e la conferma arriva analizzando la quota crescente di imprenditori che dichiarano una sostanziale stabilità delle vendite arrivata a toccare il 55% del totale, mentre solo il 16% delle aziende dichiara un aumento del proprio giro d'affari. Famiglie dunque, forse, più parsimoniose ma che devono confrontarsi anche con un aumento dell'indice generale dei prezzi che a Pisa (+2,5%) risulta più elevato rispetto all'Italia e alla Toscana. A fronteggiare meglio la crisi, così come le nuove tendenze del commercio, sembrano essere più attrezzati punti vendita di maggiore dimensione (oltre i 20 addetti). Solo le grandi strutture infatti sembrano reggere, mentre il medio e piccolo commercio perde dai 3 ai 4 punti percentuali. Le strutture "despecializzate" (ipermercati e grandi magazzini) mostrano anch'esse buoni trend rispetto alle "specializzate". Tra i diversi comparti merceologici la posizione relativamente peggiore è quella dell'alimentare (-3,4% le vendite) anche se il non alimentare perde il 2,8%. Tra i beni non alimentari poi, la performance peggiore, nonostante i saldi, è quella dell'abbigliamento e degli accessori (-4,4%). Flettono anche le vendite dei prodotti per la casa ed elettrodomestici che, nonostante il -3,4%, evidenziano comunque un leggero recupero rispetto ai trimestri precedenti. Dal campione di aziende intervistate non arrivano segnali incoraggianti. Anzi, dopo il picco positivo del terzo trimestre 2010, le aspettative degli imprenditori del commercio pisani in merito alle vendite del secondo trimestre dell'anno continuano a peggiorare. E non in questo pessimismo non si registrano differenze tra i settori merceologici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
