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La spiritualità e l'ironia di un cialtrone
Monologo e musica con l'attore Giovanni Scifoni
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CALCI. Terzo appuntamento di Certosa Festival stasera alle 21.30 nella Pieve di San Giovanni Battista ed Ermolao. È di scena "Le ultime sette parole di Cristo. Minestra di fede per cialtroni e strumenti antichi" di e con Giovanni Scifoni. Diplomato all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio d'Amico, attore assai noto di fiction e film tv (da "Il Commissario Vivaldi" all'ultima edizione de "Il Medico in Famiglia", passando per "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana), attore teatrale di livello, il trentacinquenne Giovanni Scifoni è autore e protagonista, di questo particolarissimo spettacolo, "una liturgia laica geniale" (così la critica) che nelle oltre 50 repliche romane e nelle successive rappresentazioni in diverse piazze italiane ha registrato sempre il tutto esaurito grazie a un crescente passaparola. Fede purissima, ateismo purissimo, superstizione purissima sono al centro di questo monologo, brillante e appassionato, in cui un cialtrone magro e barbuto attraversa con ironia i temi e i personaggi della spiritualità. Il cialtrone non si ferma mai, racconta, s'infiamma, ride, ironizza, piange, inonda lo spettatore di storie, leggende, baggianate, fregnacce, lo incalza con parole di cui sembra essersi perso il senso: peccato, misericordia, buona morte. Un piccolo gioiello di teatro di narrazione che, prendendo spunto dall'antica liturgia quaresimale, investiga con lievità, e insieme profondità, l'anima umana e il silenzio di Dio. In scena con Giovanni Scifoni ci sono due eccellenti musicisti che con i loro strumenti restituiscono appieno le sonorità ancestrali della tradizione cristiana: Maurizio Picchio al santur, liuto, chitarra e percussioni; Stefano Carloncelli alla nichelarpa, viella e ribeca. L'ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per maggiori informazioni: tel 338 7059338.
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